Twist d’Aula – Lotta all’inflazione, problema Lagarde

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di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) – L’agenda post referendum dell’anno preelettorale che ci aspetta passa obbligatoriamente per benzina, bollette, carrello della spesa e un generale rialzo dei prezzi per via della guerra in Iran. Ma non solo. Basta parlare con un funzionario di banca per capire che le aspettative di rialzo del costo del denaro si sono già trasmesse ai clienti, ai mutui, alle scelte di investimento. Che siano fondate o no, le aspettative razionali tendono ad autorealizzarsi. Tanto più se a spingere la paura dell’inflazione e un generale senso di incertezza è la comunicazione di Christine Lagarde – che diventa oggettivamente un problema in più, per l’economia come per Meloni.

Mercoledì, intervenendo alla conferenza “The ECB and its Watchers” a Francoforte, la presidente della Banca centrale europea ha detto che l’istituto è pronto ad agire e ad alzare i tassi «in qualsiasi riunione», e cioè potenzialmente ogni mese. I mercati hanno già scontato l’annuncio, con i rendimenti del BTP decennale saliti fino al 4,12%, record dalla metà del 2024, con lo spread BTP-Bund che ha puntato verso quota 100 punti base, prima di rientrare ieri a 87. Il Bund tedesco ha toccato il 2,96%, l’OAT francese il 3,66%. Tre rialzi da 25 punti base sono già incorporati nelle scommesse dei trader per il 2026, per un totale di 79 punti base.

Il contesto rende la scelta comunicativa ancora più discutibile visto che mentre Lagarde apriva alla stretta monetaria, dal mondo arrivavano segnali opposti. Secondo il Ceo di BlackRock, Larry Fink, con il petrolio a 150 dollari scatterebbe una recessione globale «probabilmente netta e rapida». In Italia, Confindustria ha lanciato analoghi allarmi. Siamo in uno scenario da stagflazione: la stessa causa — lo shock energetico — alimenta contemporaneamente inflazione e rischio recessione. In questo contesto, una banca centrale che segnala rialzi «in qualsiasi riunione», e quindi li produce sui mercati, non sta gestendo l’incertezza: la sta moltiplicando.

Il paradosso è che la Bce non ha ancora fatto nulla. L’effetto della comunicazione ha preceduto — e già supera — quello di qualunque decisione futura. Questo non è forward guidance: è il suo contrario. La forward guidance, nella forma in cui Mario Draghi la praticò con successo, funzionava precisamente perché vincolava le aspettative in una direzione definita, riducendo l’incertezza. La formula lagardeana del «riunione per riunione» produce l’effetto opposto: non riduce l’incertezza, la massimizza. I mercati non sanno cosa aspettarsi, quindi scontano tutto simultaneamente.

Non è la prima volta che questo viene segnalato. Già nel 2022 Donato Masciandaro aveva identificato il meccanismo con precisione: una banca centrale efficace deve produrre l’«effetto Ulisse», cioè legarsi le mani in modo credibile per vincolare le aspettative degli operatori economici. Famiglie, imprese e mercati devono convincersi non solo che la banca centrale sa quello che fa, ma che si impegna a farlo. Senza questo impegno, la politica monetaria perde gran parte della sua efficacia trasmissiva, indipendentemente dal livello dei tassi scelto. Il principio non è oscuro: un banchiere centrale dice quello che farà e fa quello che dice. Lagarde ieri ha detto che agirà «in qualsiasi riunione», il che equivale a non dire nulla di vincolante — né quando, né di quanto, né perché. Il linguaggio è della fermezza, il contenuto è della discrezionalità assoluta.

La ragione dichiarata è non ripetere l’errore del 2022, quando si esitò troppo a lungo prima di intervenire sull’inflazione. Lagarde ha detto esplicitamente di non volersi «paralizzare dall’esitazione». L’intenzione è comprensibile. Il risultato, però, è l’errore speculare: nel tentativo di non sembrare lenta, la presidente ha già prodotto una fiammata di aspettative inflazionistiche che dichiara di voler prevenire. Nel tentativo di ridurre i prezzi di bollette, benzina e carrello della spesa, il governo dovrà tenere in conto anche il fattore Lagarde. (Public Policy)

@m_pitta