Pausa ad agosto, ingorgo a settembre: tutti i nodi ancora da sciogliere

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di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) – Il Parlamento chiude i battenti e, a parte il decreto Agosto, la politica va in vacanza. Tuttavia già da adesso le impressioni di settembre preannunciano convulsioni. Da un lato le Regionali – in Puglia, Ohio di Italia e terra natia di Conte, l’alleanza strategica Pd-M5s incorporata da Emiliano verrà messa alla prova sia dai renziani (con Scalfarotto) che dai grillini (Laricchia) – dall’altro un ingorgo parlamentare che si preannuncia quasi inestricabile, a rischio paralisi.

Con la sua abilità di navigante, il premier ha rimandato molte questioni cruciali a dopo le ferie. Tuttavia la lista si è fatta lunga. Prima di tutto il Recovery Fund, che dopo essere stato annunciato deve essere trasformato in realtà, presentando il Piano a Bruxelles entro ottobre. Finora solo alcuni dicasteri hanno avanzato proposte. E poi, restando in Europa, c’è da decidere cosa fare sul Mes. Battaglia politica dirimente e, in fin dei conti, ideologica. Anche perché le condizionalità sul Recovery Fund potrebbero essere assai più incisive dello stesso Mes.

È stata poi rimandata all’autunno anche la revisione dei decreti Sicurezza che il patto tra dem e grillini aveva calendarizzato per l’autunno 2019, ma su cui ancora non si è iniziato nonostante le osservazioni del Quirinale. E anche in tema migratorio, come sul Mes, molti pentastellati non vogliono tradire la linea del Governo gialloverde. E l’aumento degli sbarchi non facilita la situazione. Tra gli altri nodi politici da sciogliere, quello sull’estensione del divieto di licenziamento prevista nel decreto Agosto da convertire entro i primi di ottobre.

Inoltre c’è da scrivere la legge di Bilancio. Solitamente in questo periodo il drafting è già iniziato, mentre quest’anno a via Venti Settembre sono stati travolti da tre micro-manovre e da centinaia di decreti attuativi (la cui approvazione, come racconta Public Policy, incontra diverse difficoltà). E in tema economico, sono sul tavolo le questioni Alitalia, Ilva, perfino Autostrade, con il protocollo che doveva essere firmato il 4 agosto, che ancora non c’è.

Europa, economia, migranti, elezioni regionali, referendum e perfino legge elettorale. Riuscirà questa maggioranza a passare indenne tra le scadenze fissate e tra quelle imprevedibili? Riuscirà Conte a destreggiarsi ancora? Per adesso il premier ha puntato molto sulla sponda europea, vista anche la necessità della locomotiva tedesca di non perdere il vagone italiano, ma non possiamo aspettarci miracoli. Per l’intanto, agosto Parlamento mio non ti conosco. Aspettiamo le Regionali di fine settembre. Wake me up when September ends. (Public Policy)

@m_pitta