di David Allegranti
ROMA (Public Policy) – Il destra centro è ancora alle prese con il caso Vannacci. L’addio del generale in pensione alla Lega agita i leghisti ma anche il resto della coalizione. Soprattutto Fratelli d’Italia, che trova un altro avversario a destra. La piattaforma iniziale di “Futuro Nazionale” sembra fatta apposta per rubare voti a Giorgia Meloni e ai suoi; magari tra quegli elettori delusi dal moderatismo dell’Esecutivo, convinti come erano che Fratelli d’Italia fosse pronto per la rivoluzione una volta arrivato al Governo. Per questo l’1,6 per cento di Vannacci (almeno secondo l’ultima rilevazione pubblicata da Porta a Porta) agita la coalizione di Palazzo Chigi. Al punto tale che è in corso di valutazione l’eventuale alleanza con lo stesso Vannacci. Una conclusione che sarebbe tuttavia paradossale, ha notato anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga parlando col Corriere. “Sarebbe curioso se dopo essere uscito dalla Lega perché considera traditi i suoi valori poi voglia allearsi con la coalizione”. In ogni caso, ha aggiunto Fedriga, “il programma lo scriveranno Lega, FdI e FI. Poi chi condivide il programma dovrà valutare se farlo entrare”.
Nel frattempo, il generale è in cerca di personale politico per il suo “Futuro Nazionale”, ufficialmente nato nel fine settimana. Due deputati della Lega, Edoardo Ziello e Rossano Sasso, lo hanno già raggiunto. Insieme a Emanuele Pozzolo, ex parlamentare di Fratelli d’Italia. In Toscana l’unico consigliere regionale leghista, Massimiliano Simoni, assistente parlamentare di Vannacci e portavoce del “Mondo al contrario”, ha salutato la Lega attaccando l’europarlamentare Susanna Ceccardi. L’esordio di Ziello e Sasso è all’insegna della discontinuità con la Lega e il resto della coalizione, con il loro emendamento al decreto Ucraina per fermare gli aiuti a Kiev. “Purtroppo, negli ultimi tempi ho visto l’assenza totale di una linea politica univoca”, dice il deputato Ziello dando addio alla Lega: “Delle volte vengono impiegati i manifesti per un ‘Centrodestra liberale’ morbido sulla sicurezza e aperto alla comunità LGBT come vorrebbero Zaia e Siri, altre volte si usano i temi del Generale, Roberto Vannacci, per dare l’impressione di essere duri sulla sicurezza e conservatori sulla famiglia. Un po’ come fosse un menu ‘à la carte’”.
Il partito con questo schema intercambiabile, ha detto ancora Ziello, “assume sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte che non riesce ad essere più credibile visto che è diventato tutto e il contrario di tutto. Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier. Per tutti questi motivi sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di Destra seria e vitale del Generale, Roberto Vannacci, che non vuole far tornare la Sinistra al governo”.
Vannacci potrebbe comunque essere ‘fermato’. Da sé stesso, in un Paese che tutto sommato doma gli eccessi politici lasciandoli sfogare, ma anche dalla coalizione. Una nuova legge elettorale proporzionale con lo sbarramento al 4 per cento creerebbe non pochi problemi al generale, visto che al voto per le Politiche non manca molto (soprattutto se le elezioni venissero anticipate).
C’è chi però, dal fronte dell’opposizione, pare voler dare ‘una mano’ a Vannacci. E, non del tutto sorprendentemente, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il fondatore di Italia viva prende il generale in pensione molto sul serio, lo accredita e lo legittima: “Vannacci non inventa niente, ma occupa uno spazio che c’è: lui prova a dare una casa ai delusi dalla Meloni”, ha detto al Corriere: “Sono elettori di destra che vedono più tasse e meno sicurezza. E che si aspettavano l’opposto. Davanti al record della pressione fiscale e all’aumento delle coltellate a scuola o in stazione è ovvio che la propaganda di “Giorgia-va-tutto-bene-Meloni” non funziona più. La sinistra si sta svegliando e inizia a reagire, molto bene. E la sinistra dovrà fare proposte su temi concreti per vincere. Ma la vera novità è la frammentazione a destra. A Londra Starmer ha vinto grazie a Farage, vedremo che succederà in Italia il prossimo anno”. Renzi insomma scommette sull’effetto V: V come Valanga. (Public Policy)
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