IA, gli sviluppatori di Spotify “non scrivono una riga da dicembre”

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ROMA (Public Policy Bytes) – Gli sviluppatori di Spotify “non scrivono una sola riga di codice da dicembre”. A dichiararlo è il co-presidente dell’azienda Gustav Söderström, durante la call con gli investitori successiva alla diffusione dei risultati finanziari del quarto trimestre del 2025.

Söderström definisce “quel che è avvenuto durante le festività natalizie”, con il lancio di Claude Code e Opus 4.5 da parte di Anthropic, “un fatto inedito in termini di produttività legata all’intelligenza artificiale”, che ha consentito all’azienda svedese di “superare la soglia” dopo la quale l’IA è diventata capace di rimpiazzare le mansioni svolte dagli “ingegneri con la maggiore anzianità, i migliori sviluppatori dell’azienda”, che si limitano ora a “supervisionare l’esecuzione” dei compiti di sviluppo affidati ai bot.

“È un cambiamento radicale – spiega il manager – e sta avvenendo rapidamente”, confermando che i vertici aziendali si interrogavano “da almeno un anno e mezzo non se ciò dovesse accadere, ma quando sarebbe accaduto”.

“Sarà necessario un ampio processo di trasformazione all’interno delle aziende tecnologiche per rimanere competitive”, tuttavia “per molte sarà un passaggio doloroso” – ha chiosato. “Scrivere codice sta diventando così economico che probabilmente conviene farlo comunque” – sostiene, a dispetto del fatto che “ciò che si sviluppa oggi potrebbe risultare inutile tra un mese, poiché lo stesso prodotto potrebbe essere fornito da una delle grandi piattaforme di IA”, segnalando dunque timori per la commoditizzazione di molti servizi che potranno essere erogati dai chatbot più diffusi. (Public Policy Bytes) DVZ