lunedì, 16 luglio 2018
infrastrutture

Investimenti in deficit, la richiesta all’Ue ha poco senso

di Daniel Gros* ROMA (Public Policy) - Una delle “leggi di natura” della politica italiana è che ogni nuovo Governo, appena insediato, promette maggiori risorse...
ue crisi

Dati alla mano, così la crisi ha cambiato gli equilibri in Europa. L’Italia va...

di Marco Valerio Lo Prete ROMA (Public Policy) – Roma. Euroscettici contro euroentusiasti, filotedeschi contro anti-tedeschi, sovranisti contro internazionalisti, pessimisti contro ottimisti. Quando si parla...
tasse

Flat tax: “meno tasse per i ricchi” vuol dire “più crescita per tutti”? A...

di Francesco Saraceno* Il testo che segue, pubblicato su Luiss Open, parte dall’attualità politica di questi giorni riprendendo e sviluppando alcuni paragrafi dell’ultimo libro dell’autore, La...
fake news giornalismo

Così élite politiche e intellettuali alimentano il rischio “fake news”

di Marco Valerio Lo Prete ROMA (Public Policy) - Da dove nasce il successo della disinformazione e delle cosiddette fake news? Secondo quanto scritto da Pietro...
fake news

Il successo della disinformazione e la crisi dell’establishment

di Pietro Monsurrò ROMA (Public Policy) - La Commissione Ue ha pubblicato un rapporto dell'“High Level Expert Group” (HLEG) sulla disinformazione e su come combatterla....
demografia

Perché l’economia italiana è destinata a invecchiare male

di Marco Valerio Lo Prete ROMA (Public Policy) - L’inverno demografico è alle porte per tutto il Continente, ma soltanto in Italia questa nuova stagione avrà...
fico di maio

Twist d’Aula Per farla finita con gli autobus

Ora che si sta finalmente placando il dibattito molto naïf sull’autobus preso da Fico – come in passato si sono spenti quelli su altre operazioni immagine, dalla bicicletta di Renzi, alla Smart di Renzi, alla mano in tasca di Renzi, passando per l’Instagram di @meb, il trolley di Monti, la bandana di Berlusconi, l’Ulysse di Letta, fino al motorino di Rutelli – si può finalmente ragionare su quale sarà l’impronta della nuova presidenza della Camera. Perché la linea annunciata del neo presidente è, in sintesi, quella di restituire centralità al Parlamento, dopo che il concetto sembrava finito in soffitta. Ma non si tratterebbe di una mera rilettura della Costituzione, che vuole l’assemblea come il baricentro degli equilibri politici e istituzionali, perché il contesto non è più quello del 1948
lobby

Una legge sulle lobby, per difenderle dalla politica

Una rondine non fa primavera, ma tre dichiarazioni di esponenti di tre forze politiche diverse (Roberto Fico, Riccardo Nencini, Valeria Valente) in pochi giorni fanno ben sperare perché la XVIII legislatura sia quella buona per fare, finalmente, la legge sulla rappresentanza di interessi. Se ne parla da anni, quasi sempre tirando in ballo l’esigenza di proteggere la politica da interessi opachi, occulti, e contrari al “bene comune”. Le mitologiche lobbies vengono ciclicamente raccontate come il gatto e la volpe della vita pubblica. Si tratta di un fenomeno reale e dannoso, ma limitarsi a questa parte della storia è due volte sbagliato, significa ripetere pari pari l’errore di chi racconta il mercato sempre dalla parte del piccolo produttore danneggiato
pittarello aula twist

Twist d’Aula La _______ Repubblica

Il giorno dopo le elezioni il leader della forza politica più votata ha dichiarato che l’Italia è entrata nella Terza Repubblica, “quella dei cittadini”. Vedremo, anche se in realtà certe liturgie istituzionali, come le alleanze da trovare in Parlamento, sembrano essere tornate quelle della Prima. Tra l’altro, il punto è che gli italiani sono rimasti ancorati alla Seconda almeno su un punto: vogliono che il Governo sia espressione diretta del loro voto. O almeno vogliono averne la percezione. Al di là delle preferenze tra proporzionale e maggioritario o dei dibattiti dottrinali tra presidenzialismo, semipresidenzialismo, premierato o cancellierato, ciò che si può ascoltare in ogni discussione “comune”, in molte strade, da ogni cittadino, è sempre la stessa: sapere chi ha vinto la sera stessa delle elezioni
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Twist d’Aula Così uguali, così diversi

5 stelle e Lega sono i vincitori di queste elezioni politiche, ma entrambi non hanno una maggioranza autonoma, né da soli, né in coalizione. Eppure, entrambi rivendicano il diritto a guidare il prossimo Esecutivo, uno come primo gruppo parlamentare, l’altro come prima forza della coalizione più votata. E se aritmeticamente la cosa più ovvia sarebbe una somma tra i loro gruppi parlamentari, politicamente non c’è nessun interesse al matrimonio. Infatti, la Lega ha il suo cavallo di battaglia nella flat tax e quindi nel taglio delle tasse, mentre i 5 stelle puntano sul reddito di cittadinanza, quindi, almeno su questo aspetto, sull’aumento della spesa pubblica. E con tali divergenti obiettivi, almeno su questi temi, è difficile trovare un efficace sintesi di politica economica

Opinioni

L’Italia, gli sbarchi e la situazione in Ue: uno sguardo ai...

di Daniel Gros e Mattia Di Salvo* ROMA (Public Policy) – Il supporto ai movimenti populisti in Italia si basa in gran parte sul mantra...

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