martedì, 22 maggio 2018
lobby

Una legge sulle lobby, per difenderle dalla politica

Una rondine non fa primavera, ma tre dichiarazioni di esponenti di tre forze politiche diverse (Roberto Fico, Riccardo Nencini, Valeria Valente) in pochi giorni fanno ben sperare perché la XVIII legislatura sia quella buona per fare, finalmente, la legge sulla rappresentanza di interessi. Se ne parla da anni, quasi sempre tirando in ballo l’esigenza di proteggere la politica da interessi opachi, occulti, e contrari al “bene comune”. Le mitologiche lobbies vengono ciclicamente raccontate come il gatto e la volpe della vita pubblica. Si tratta di un fenomeno reale e dannoso, ma limitarsi a questa parte della storia è due volte sbagliato, significa ripetere pari pari l’errore di chi racconta il mercato sempre dalla parte del piccolo produttore danneggiato
pittarello aula twist

Twist d’Aula La _______ Repubblica

Il giorno dopo le elezioni il leader della forza politica più votata ha dichiarato che l’Italia è entrata nella Terza Repubblica, “quella dei cittadini”. Vedremo, anche se in realtà certe liturgie istituzionali, come le alleanze da trovare in Parlamento, sembrano essere tornate quelle della Prima. Tra l’altro, il punto è che gli italiani sono rimasti ancorati alla Seconda almeno su un punto: vogliono che il Governo sia espressione diretta del loro voto. O almeno vogliono averne la percezione. Al di là delle preferenze tra proporzionale e maggioritario o dei dibattiti dottrinali tra presidenzialismo, semipresidenzialismo, premierato o cancellierato, ciò che si può ascoltare in ogni discussione “comune”, in molte strade, da ogni cittadino, è sempre la stessa: sapere chi ha vinto la sera stessa delle elezioni
pittarello aula twist

Twist d’Aula Così uguali, così diversi

5 stelle e Lega sono i vincitori di queste elezioni politiche, ma entrambi non hanno una maggioranza autonoma, né da soli, né in coalizione. Eppure, entrambi rivendicano il diritto a guidare il prossimo Esecutivo, uno come primo gruppo parlamentare, l’altro come prima forza della coalizione più votata. E se aritmeticamente la cosa più ovvia sarebbe una somma tra i loro gruppi parlamentari, politicamente non c’è nessun interesse al matrimonio. Infatti, la Lega ha il suo cavallo di battaglia nella flat tax e quindi nel taglio delle tasse, mentre i 5 stelle puntano sul reddito di cittadinanza, quindi, almeno su questo aspetto, sull’aumento della spesa pubblica. E con tali divergenti obiettivi, almeno su questi temi, è difficile trovare un efficace sintesi di politica economica
legge elettorale elezioni

Elezioni 4 marzo 2018: una svolta storica?

Fino ad oggi le elezioni italiane hanno registrato un’evoluzione complessa, ma senza sostanziali rotture degli equilibri sociali ed istituzionali. Prima una Dc “compositiva e contrattualista” verso l’opposizione del Pci e poi il dualismo che ha visto governare, con costante alternanza, il centrodestra (centrato su FI) e il centrosinistra (centrato sui Ds/Pd) hanno assicurato una, pur difficile, continuità con al centro il riferimento europeo ed i valori di libertà e socialità che lo caratterizzano.Le elezioni di domenica scorsa hanno dato risultati che presentano un contesto molto diverso dal passato: per la prima volta la borghesia, il cosiddetto ceto medio, non ha una rappresentanza politica in grado di pesare nella composizione del governo
bankitalia

Come stanno le banche in Italia?

I due Rapporti sulla stabilità finanziaria di Banca d'Italia del 2017 mostrano un quadro in miglioramento per le banche italiane. È lecito avere dubbi su questo cauto ottimismo, ma la crisi parrebbe alle spalle. I crediti deteriorati sono in diminuzione, dopo un aumento esplosivo con la crisi: molti sono stati impacchettati e rivenduti a prezzi di saldo. La leva finanziaria (il rapporto tra attività e capitale proprio, un indicatore di rischio) è anch'essa in diminuzione, sebbene ancora elevata. I margini operativi (la redditività della banca) sono tuttora ridotti ma in aumento, attraverso la riduzione del personale e del numero di filiali, e un aumento delle commissioni a carico dei clienti. La situazione sembra dunque migliorata, anche se la strada da percorrere è ancora lunga

Dati sanitari e ricerca, il pasticcio italiano sul riuso

È vero, come stanno sostenendo autorevoli giuristi, che l’Italia starebbe regalando i nostri dati sanitari alle multinazionali dell’IT, in particolare ad IBM, per consentire il perfezionamento dei loro strumenti di intelligenza artificiale? L’accusa è formulata in relazione a una norma approvata dal legislatore italiano con la Legge europea 2017, che introduce un articolo 110-bis al nostro Codice Privacy, secondo il quale sarebbe possibile per il Garante per la protezione dei dati personali autorizzare il riuso di dati sanitari, esclusi quelli genetici, per finalità di ricerca statistica e scientifica e senza dover richiedere il consenso degli interessati per tale riuso
russia

L’influenza russa e la crisi di legittimità delle democrazie

Da giorni – anzi da anni – si parla dell’influenza russa sulla politica occidentale tramite network di siti internet che diffondono bufale o propagandano idee conformi agli interessi del Cremlino. Che la Russia cerchi di influenzare la politica occidentale era vero ai tempi dell’Urss, e continua ad essere vero oggi. Che l’attrazione politica per la Russia sia preoccupante è anche evidente: la Russia può forse fungere da esempio per paesi come la Corea del Nord, non per un Paese avanzato. La questione più importante è però la ricettività delle società occidentali a tale propaganda, e quest’ultimo è un problema di origine autoctona
soldi def

Sussidi pubblici e tax expenditure, una proposta Radicale

Il mare di sussidi pubblici, molti dei quali in forma di spesa fiscale, rispecchia un forte interventismo dello Stato nell’economia anche in assenza di partecipazioni pubbliche, e probabilmente rispecchia l’ipertrofia stratificata e polverizzata della nostra attività legislativa, piena di facilitazioni a questa o quella categoria, spesso senza una coerenza tra misure. La relativamente piccola dimensione di molte delle misure prese singolarmente, ognuna delle quali ha però beneficiari pronti a protestare, probabilmente concorre alla difficoltà nell’aggredire questa forma di spesa. I sussidi in forma di trasferimenti di Stato centrale e regioni alle aziende valevano oltre 41 miliardi nel 2011

Twist d’Aula Manovra, le tre convulse notti del suq

Doveva andare meglio. È andata molto peggio. Il bilancio sulla legge di Bilancio, infatti, è negativo. Al di là del merito, dei finanziamenti a pioggia o degli interventi settoriali che la recente riforma non consentirebbe, la manovra da 1247 commi approvata, presenta diverse lacune sotto un profilo procedurale. Il presidente della commissione, relatore e fautore delle nuove regole, Francesco Boccia, lo aveva ammesso anche all’inizio del passaggio a Montecitorio. E adesso definisce quest’assalto alla diligenza come il peggiore degli ultimi 30 anni. In effetti, la manovra era partita come “minimale” nelle intenzioni, ma poi, complice il clima da campagna elettorale e l’assenza del Milleproroghe, si è trasformata in tutt’altro
panettone

Twist d’Aula Banche, Boschi & dintorni: wait and see

Se è naturale che un parlamentare si interessi di una banca del proprio territorio, perché un eventuale fallimento è un problema economico, sociale ed occupazionale, è altrettanto vero che Boschi non era solo deputata, ma membro influente dell’Esecutivo. Allora, se è normale e in parte doveroso che un Governo tenti di risistemare il dissestato sistema del credito in Italia, evitando crisi contagiose e salvataggi da caricare sulla fiscalità generale, diventa poi un problema se questo non avviene. Allo stesso modo, è strano che la ministra delle Riforme (quindi istituzionalmente incompetente) si sia rivolta alla Consob, (altrettanto istituzionalmente incompetente), ma lo diventa ancor di più se si tenta di nasconderlo, di dissimularlo o si dà anche solo l’impressione di volerlo fare

Opinioni

Dati alla mano, così la crisi ha cambiato gli equilibri in...

di Marco Valerio Lo Prete ROMA (Public Policy) – Roma. Euroscettici contro euroentusiasti, filotedeschi contro anti-tedeschi, sovranisti contro internazionalisti, pessimisti contro ottimisti. Quando si parla...

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