BRUXELLES (Public Policy Europe) – Google dovrebbe consentire ai motori di ricerca di terze parti di accedere ai dati di ricerca, come quelli di posizionamento, query, clic e visualizzazione, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. Lo chiede la Commissione europea all’azienda per renderla conforme alla legge sui mercati digitali (Dma). L’obiettivo – si legge – è consentire ai “beneficiari dei dati” di ottimizzare i loro servizi e di contestare la posizione di Google Search.
Nel dettaglio, le misure proposte riguardano i seguenti aspetti: l’ammissibilità dei beneficiari dei dati a ricevere i dati di ricerca, compresa quella dei chatbot di intelligenza artificiale (IA) con funzionalità di ricerca; la portata dei dati di ricerca che Google deve condividere; i mezzi e la frequenza con cui Google deve condividere i dati di ricerca; misure per garantire l’anonimizzazione dei dati personali; parametri per la fissazione di prezzi equi, ragionevoli e non discriminatori per i dati di ricerca; processi che disciplinano l’accesso dei beneficiari ai dati di ricerca. Per garantire l’efficacia delle misure, la Commissione ha invitato le parti interessate a presentare osservazioni mediante una consultazione pubblica, aperta fino al 1 maggio.
L’Esecutivo Ue – conclude la nota – valuterà attentamente i riscontri forniti dalle parti interessate e da Google, e può utilizzare il contributo per adeguare le misure che saranno incluse nella decisione finale, che sarà vincolante per Google e deve essere adottata entro il 27 luglio 2026. (Public Policy Europe) PAM




