Il settore dell’IA vale l’1,3% della crescita del Pil statunitense

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ROMA (Public Policy Bytes) – “I soli investimenti in intelligenza artificiale hanno aggiunto circa l’1,3% al Pil statunitense nel 2025”. È uno dei principali dati che emergono da uno studio pubblicato dal Council of economic advisors della Casa Bianca, a firma del sottosegretario di Stato per gli Affari economici Jacob Helberg e dell’economista Andre Barbe.

L’IA rappresenta il più grande shock di produttività dai tempi dell’elettricità” – scrive Helberg in un post sul suo profilo X – e “il capitale e la capacità di calcolo contano oggi più del lavoro a basso costo”, in un cambio di paradigma “paragonabile alla rivoluzione industriale”.

I Paesi che costruiscono l’IA vincono. Quelli che la regolamentano perdono” – aggiunge il sottosegretario, sottolineando che “gli Stati Uniti dominano il mondo per investimenti in IA, con 470 miliardi di dollari contro i 50 miliardi dell’Ue”.

Le nazioni dotate di energia, mercati dei capitali e un contesto favorevole all’innovazione ampliano il loro divario con le altre: l’Europa ristagna, gli Stati Uniti accelerano” – avverte Helberg.

Il sottosegretario, infine, segnala le prestazioni economiche dei Paesi aderenti alla Pax silica, iniziativa di cooperazione internazionale per la sicurezza economica e tecnologica nata per volontà degli Stati Uniti, volta a garantire la continuità delle catene di approvvigionamento di semiconduttori, chip, energia, terre rare e potenza di calcolo. “Gli alleati della Pax silica – scrive – crescono già del 2,5%, contro l’1,1% dei Paesi del G7, rimodellando la ricchezza globale”.

I risultati, secondo Helberg, sarebbero imputabili alle politiche dell’amministrazione Trump, che “hanno garantito il dominio americano sull’IA attraverso la deregolamentazione, l’AI action plan e il One big beautiful bill, riducendo la pressione fiscale, accelerando la costruzione dei data center e assicurando migliaia di miliardi di investimenti esteri”. (Public Policy Bytes) DVZ