Via libera dalla Commissione Ue al Digital Networks Act

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – Via libera dalla Commissione Ue al Digital Networks Act, che sostituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (EECC), trasformandolo da una direttiva a un regolamento, così da renderlo direttamente applicabile. Il nuoto atto legislativo sostituisce anche il regolamento Berec(sull’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche) e il programma sullo spettro radio.

La proposta di regolamento – che ora dovrà essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio Ue – mira a rafforzare il mercato unico delle telecomunicazioni, superando la frammentazione normativa nazionale e creando condizioni favorevoli per investimenti nelle reti ad altissima capacità (fibra, 5G, 6G), diffusione di servizi digitali avanzati e maggiore resilienza e sicurezza delle infrastrutture di comunicazione. In estrema sintesi, il regolamento interviene su autorizzazioni, spettro radio, reti fisse e mobili, satelliti, concorrenza e sicurezza. In questo nuovo quadro, il Berec non è più solo un supporto tecnico, ma diventa il perno dell’attuazione uniforme del regolamento.

La proposta – come anticipato nei giorni scorsi da Public Policy – punta a facilitare la fornitura di servizi da parte delle aziende in tutta l’Ue, con l’obbligo di registrazione in un solo Stato membro. Il regolamento istituisce un quadro di autorizzazione dello spettro a livello Ue, anziché a livello nazionale, con l’obiettivo di incentivare la creazione di servizi di comunicazione satellitare paneuropei. Tra le altre cose, le misure mirano ad aumentare la coerenza normativa nell’autorizzazione dello spettro radio a livello nazionale, concedendo agli operatori licenze di spettro radio di durata più lunga e rendendo le licenze rinnovabili per impostazione predefinita al fine di aumentare la prevedibilità. Per garantire che tutto lo spettro disponibile sia utilizzato la condivisione dello spettro tra gli operatori viene facilitata.

Il nuovo regolamento introduce inoltre piani nazionali di transizione obbligatori per garantire la graduale eliminazione delle reti in rame e la transizione verso reti avanzate tra il 2030 e il 2035. Gli Stati membri dovranno presentare i loro piani nazionali nel 2029. Il processo è accompagnato da misure di salvaguardia a tutela di tutti i consumatori, quali la fornitura di informazioni chiare e tempestive in merito alle disattivazioni e la garanzia della continuità del servizio.

Sulla sicurezza, la proposta introduce un piano di preparazione a livello Ue per affrontare i crescenti rischi di crisi, tra cui le catastrofi naturali e le interferenze straniere nelle reti. Inoltre, il meccanismo comune per la selezione delle comunicazioni satellitari paneuropee incorporerà criteri incentrati sulla sicurezza e la resilienza.

Introdotto anche un meccanismo per chiarire le regole dell’Internet aperto per i servizi innovativi, al fine di aumentare la certezza giuridica e un meccanismo volontario di cooperazione ecosistemica in materia di interconnessione IP, efficienza del traffico e altri settori emergenti. (Public Policy Europe)