Data center, rilievi della commissione Bilancio: slitta la delega al Governo

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ROMA (Public Policy Bytes) – Il ministero dell’Economia e delle finanze, tramite il sottosegretario Federico Freni, ha segnalato l’esigenza di acquisire una relazione tecnica sul testo elaborato in sede referente dalla commissione Trasporti della Camera e volto a conferire una delega al Governo per l’organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati – più comunemente definiti “data center”.

La decisione del Mef giunge in seguito ai rilievi della deputata leghista Silvana Comaroli, relatrice del provvedimento in sede consultiva in commissione Bilancio, la quale, nella seduta del 4 febbraio, ha segnalato la presenza nel testo di “criticità riferite a taluni principi e criteri direttivi da cui potrebbero derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, nonostante la generale clausola di invarianza finanziaria” inserita nel testo stesso.

Sono infatti molte, a parere della deputata, le previsioni del provvedimento – che unisce 5 proposte di legge, rispettivamente a prima firma dei deputati Giulia Pastorella (Azione), Giulio Centemero (Lega), Enzo Amich (FdI), Anna Ascani (Pd) e Antonino Iaria (M5s) – che rischierebbero di comportare nuove e maggiori voci di spesa per l’erario.

In particolare, Comaroli ritiene che nel documento “dovrebbero essere forniti elementi di informazione” volti ad escludere “nuovi adempimenti a carico delle amministrazioni interessate”, che potrebbero appunto “determinare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Inoltre – aggiunge la relatrice – “pur essendo stata inserita un’apposita clausola di invarianza in relazione alle misure di semplificazione della normativa urbanistica, rimane tuttavia da chiarire se il rafforzamento della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, valutazione impatto ambientale e valutazione ambientale strategica, al fine di assicurare un efficiente coordinamento tra i differenti livelli decisionali, possa aver luogo senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

La deputata solleva ulteriori dubbi di onerosità sulla parte del testo che “prevede la promozione dell’autoproduzione energetica, anche parziale, dei centri di elaborazione dati, nonché l’impiego di sistemi di accumulo di energia e di sistemi di alimentazione di backup a basso impatto ambientale”. Stessa preoccupazione per la garanzia disposta dal testo della “sicurezza fisica e cibernetica dei centri di elaborazione dati, anche al fine di ridurre i rischi ambientali ad essi legati”, unita all’assicurazione del “rispetto dei criteri di sicurezza cibernetica e di protezione delle informazioni”.

A seguito della richiesta del Mef, il voto sul testo unificato, che era previsto in commissione Trasporti per il 4 febbraio, è stato rinviato a data da destinarsi. (Public Policy Bytes) DVZ