ROMA (Public Policy Bytes) – “Solo il 58,9% degli italiani dai 14 anni in su è a conoscenza del ruolo degli algoritmi di raccomandazione utilizzati dalle principali piattaforme online, con un grande divario tra gli anziani (il 35,9%) e i giovani adulti (il 73,3%). Solo il 7% degli italiani ha un livello ottimale di alfabetizzazione algoritmica, mentre il 64,6% ha un livello nullo o scarso (l’83% tra gli anziani)”.
Sono alcuni dei principali dati riportati dall’Agcom nella sua relazione annuale sull’alfabetizzazione mediatica e digitale in Italia.
Il documento – si legge in una nota dell’Autorità – “contiene l’analisi delle misure strategiche, legali e organizzative in materia di alfabetizzazione, dei fondi di finanziamento pubblici a livello nazionale, nonché delle iniziative di sensibilizzazione di istituzioni, organizzazioni della società civile e operatori, in particolare dei fornitori di servizi media audiovisivi a livello nazionale e dei fornitori di piattaforme di condivisione video per le attività svolte in Italia”, secondo “le indicazioni contenute nelle apposite linee guida della Commissione europea”.
Nel rapporto – la cui redazione è predisposta dal Testo unico dei servizi media audiovisivi – vengono riepilogati i dati di una ricerca pubblicata dall’Autorità nel luglio scorso, da cui emerge che il 90% degli italiani accede a internet quotidianamente, e quasi la metà (48%) lo fa per almeno 4 ore al giorno. Sono poi 8 su 10, secondo Agcom, gli italiani che si dichiarano preoccupati per i rischi online, con i principali timori che riguardano hate speech, contenuti illegali e disinformazione. Il 43,5% della popolazione, per giunta, dichiara di imbattersi frequentemente in fake news.
Sul fronte del rapporto tra minori e media, inoltre, emerge che l’80% dei genitori regola l’accesso dei figli ai media, con strategie che variano in relazione al livello di istruzione dei genitori: quelli più istruiti preferiscono il monitoraggio, mentre i meno istruiti ricorrono a restrizioni o divieti. È il 13% dei genitori a imporre un divieto assoluto ai figli, mentre risulta più bassa la percentuale di quelli che vi lasciano totale libertà (4,8%).
La relazione ripercorre anche le principali misure adottate nel corso dell’anno, come l’implementazione di sistemi di verifica dell’età per precludere l’accesso ai minorenni alle piattaforme online che ospitano contenuti pornografici e il rafforzamento del quadro normativo per il contrasto al cyberbullismo.
Vengono riepilogati, infine, i fondi per l’alfabetizzazione digitale e mediatica nelle scuole erogati dai ministeri della Cultura, dell’Istruzione e del merito e delle Imprese e del made in Italy, così come l’implementazione da parte degli 8 comitati regionali per le Comunicazioni dei percorsi per il conseguimento del patentino digitale da parte degli studenti. (Public Policy Bytes) DVZ




