La quarta Manovra targata Meloni: i contenuti principali

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ROMA (Public Policy) – La quarta legge di Bilancio del Governo Meloni ha ottenuto la settimana scorsa il primo via libera parlamentare dall’aula del Senato e si appresta in queste ore a essere approvata – blindata – anche a Montecitorio.

Una Manovra caratterizzata dalle delicate trattative con il mondo bancario e assicurativo e dalle tensioni interne alla maggioranza. Le ultime consumate con la Lega sul capitolo pensioni. Senza dimenticare i confronti con la Banca centrale europea sulla norma voluta da Fratelli d’Italia con cui si stabilisce che “le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia, come iscritte nel proprio bilancio, appartengono al popolo italiano”, si legge nel testo approvato in commissione nella versione corretta con il riferimento esplicito al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dopo che la Bce ha definito “non chiara” la “concreta finalità” dell’emendamento firmato dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Lucio Malan.

Ma oltre all’oro di Bankitalia, sono diverse le novità e i correttivi apportati al testo varato a ottobre dal Consiglio dei ministri.

LE MISURE PER LE IMPRESE: DA CREDITI IMPOSTA ZES A IPER-AMMORTAMENTO

Il pacchetto più cospicuo di misure per le imprese è l’ultimo, in ordine di tempo, arrivato e approvato in commissione. La veste è stata quella di un maxi emendamento, il secondo del Governo, depurato dalle misure sul riscatto della laurea ai fini pensionistici e sulle finestre per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro che hanno causato frizioni con la Lega. Così, nel testo predisposto dall’Esecutivo, ha trovato spazio l’estensione triennale dell’iperammortamento, ma senza maggiorazione per gli investimenti green.

Arrivano poi circa 532 milioni per gli investimenti nella Zes unica.

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(foto cc Palazzo Chigi)