Governance e permessi: i nodi da sciogliere sul pacchetto Reti

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – Governance, permessi e destinazione della riserva dalla congestione non utilizzata. Sono questi i tre principali nodi che la presidenza cipriota del Consiglio Ue dovrà sciogliere nei prossimi mesi, per quanto riguarda il pacchetto Reti.

Il pacchetto è composto da un regolamento sui permessi e dalla revisione delle linee guida Ten-E. L’obiettivo della presidenza del Consiglio – a quanto si apprende – è quello di approvare il mandato negoziale su entrambe i provvedimenti al Consiglio Ue Energia del 26 giugno. Una prima bozza di compromesso sui file è già stata redatta, contenente modifiche minori. Fino ad aprile la presidenza intende presentare una bozza di compromesso al mese. La prossima dovrebbe uscire verso la fine della prossima settimana e una terza versione verso la fine di marzo.

Sullo scenario centrale, la pianificazione degli interventi sulle reti e le infrastrutture che la Commissione vorrebbe centralizzare a livello Ue, diversi Stati membri vorrebbero mantenere un potere decisionale. Per il momento, come riportato nei giorni scorsi, la prima bozza di compromesso non affronta ancora la questione ma la soluzione che la presidenza cipriota sta cercando prevede un maggiore coinvolgimento degli Stati membri.

Sull’uso della riserva del 25% dei proventi da congestione non utilizzata, per il momento la soluzione trovata stabilisce che le risorse non potranno essere utilizzate al di fuori dello Stato membro che ha raccolto le risorse, non escludendo però la possibilità che altri Stati membri possano beneficiarne, magari con un progetto di interesse comune. Su questo tema – a quanto si apprende – le discussioni sono in corso e non vengono esclusi ulteriori ritocchi.

Il terzo e ultimo nodo da sciogliere riguarda il tema generale dei permessi. Uno delle questioni principali riguarda il silenzio-assenso. La proposta della Commissione prevede che gli Stati membri debbano utilizzarlo qualora sia contemplato nella legislazione nazionale. Visto che altre normative europee prevedono già questa possibilità si da per scontato che l’obbligo si applichi a tutti. Una fronda di Stati membri, tra i quali la Francia, teme però che questa previsione possa portare a ricorsi e vorrebbero renderla facoltativa.

Un appuntamento centrale per capire la direzione dei negoziati sarà il Consiglio Ue Energia del 16 marzo, dove i ministri potranno entrare nel merito delle questioni più spinose del pacchetto. (Public Policy Europe) NAF