Groenlandia e dintorni: l’Ue prova a capire come rispondere a Trump

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – La risposta alle nuove minacce di dazi da parte di Donald Trump sarà il punto all’ordine del giorno di un Consiglio europeo straordinario convocato per giovedì 22 gennaio. L’annuncio di un nuovo vertice è arrivato domenica sera dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa dopo una serie di consultazioni con i leader europei a margine della visita in Paraguay per la firma dell’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur.

La riunione del Consiglio europeo, ha specificato Costa in una dichiarazione pubblicata in tarda serata, ruoterà intorno ad alcuni punti cardine definiti durante le discussioni informali con i leader: “unità sui principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale; unità nel sostegno e nella solidarietà alla Danimarca e alla Groenlandia; riconoscimento dell’interesse transatlantico condiviso per la pace e la sicurezza nell’Artico, in particolare attraverso la Nato; valutazione condivisa che i dazi doganali comprometterebbero le relazioni transatlantiche e sono incompatibili con l’accordo commerciale Ue-Usa; disponibilità a difenderci da qualsiasi forma di coercizione; disponibilità a continuare a collaborare in modo costruttivo con gli Stati Uniti su tutte le questioni di interesse comune”.

La presidenza di turno cipriota del Consiglio Ue ha convocato ieri una riunione straordinaria del Comitato dei rappresentanti permanenti. I 27 ambasciatori si sono incontrati per decidere i prossimi passi dopo l’annuncio di Trump di imporre dazi del 10% dal 1° febbraio su tutte le merci provenienti dagli otto Paesi – Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia – che hanno inviato truppe in Groenlandia.

Tra le opzioni ci sono i controdazi su 93 miliardi di merci importate dagli Usa che sono stati sospesi dopo l’accordo raggiunto a fine luglio in Scozia tra Ursula von der Leyen e lo stesso Trump. La Francia, riferiscono fonti diplomatiche, esercita pressione per utilizzare lo strumento anti-coercizione dell’Ue, mai applicato fino a ora. Permetterebbe di imporre nuovi dazi, restrizioni al commercio di servizi digitali e finanziari o l’accesso agli investimenti diretti esteri o agli appalti pubblici nel mercato dell’Unione. In questo senso si legge la promessa di Costa e degli altri leader europei di difendere l’Ue “da qualsiasi forma di coercizione”.

L’altra partita si gioca nella commissione Commercio internazionale (Inta) al Parlamento europeo. Con le pretese di Trump sulla Groenlandia che non accennano a fermarsi, cresce la possibilità che venga posticipato il voto sulle tariffe agevolate sull’import dagli Stati Uniti concordate in Scozia a fine luglio. La riunione dei relatori dei due atti legislativi che attuano l’intesa è fissata per mercoledì 21 gennaio a Strasburgo. (Public Policy Europe) GMA

(foto cc Palazzo Chigi)