A che punto è il ddl sul consenso in materia di violenza sessuale

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ROMA (Public Policy) – Continuano, in commissione Giustizia al Senato, le interlocuzioni sul ddl per l’introduzione del consenso in materia di violenza sessuale. Nella seduta di martedì, tuttavia, non è stata depositata alcuna nuova proposta di testo, mentre proseguono le interlocuzioni tra i gruppi, sia tra maggioranza e opposizione sia – soprattutto, a quanto si apprende – all’interno della stessa maggioranza (nella quale c’è chi propenderebbe per introdurre nella norma il concetto di “dissenso”).

Il mio obiettivo numero uno sarebbe riuscire ad avere un testo base sul quale ci sia un accordo opposizione-maggioranza, ecco perché oggi che era prevista già la possibilità di discutere un testo base ho ritenuto che in questo momento fosse un po’ prematuro, come un vaso di cristallo che poi viene a rompersi subito. Preferisco dare maggior tempo a questa negoziazione in atto, sia tra maggioranza e opposizione sia all’interno dei partiti”, ha spiegato ai cronisti la presidente della commissione Giulia Bongiorno (Lega), che è anche relatrice del testo.

“Mi sembra un testo che abbia bisogno di essere ancora approfondito, mi sono già arrivate delle segnalazioni sia dei singoli gruppi sia dall’opposizione e non sono coincidenti, perché altrimenti oggi avremmo il testo base. Sono segnalazioni in senso un po’ opposto”.

Ci sono negoziazioni in corso. Per ora ci sono stati suggerimenti in senso purtroppo opposto, quindi il mio testo non ha avuto una grande evoluzione. Fare un testo base che poi viene bombardato di emendamenti sinceramente no”, ha aggiunto.

Il nodo, ha chiarito, resterebbe quello già emerso la scorsa settimana, cioè sul concetto di consenso vero e proprio: consenso secco, senza aggettivi, dissenso o consenso riconoscibile e, ha spiegato, “c’è chi dice indichiamo le condotte dalle quali si può dedurre il consenso”.

“Alcuni ritengono che il testo uscito dalla Camera si prestasse a strumentalizzazioni, ma rispetto a questa posizione c’è la voglia anche da parte della maggioranza di lasciare il consenso al centro di tutto”, ha però garantito Bongiorno. “C’è, da parte di alcuni, la preoccupazione di evitare che un nuovo testo possa prestarsi a strumentalizzazioni“.

“Oggi avrei dovuto presentare un testo Giulia Bongiorno che sarebbe stato bombardato il giorno dopo, preferisco aspettare”, ha concluso. (Public Policy) MAR