Brexit, accordo complicato: in corso un nuovo ciclo di incontri

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – “Troppo spesso la sensazione di questi giorni è stata di fare passi indietro, non avanti. Oggi, a questo livello dei negoziati, un accordo tra Ue e Uk sembra molto lontano”. Con queste parole il capo della Task Force per le relazioni con il Regno Unito, Michel Barnier, commentava l’esito dell’ultimo round negoziale, lo scorso 21 agosto.

Dall’8 al 10 settembre si terrà un nuovo ciclo di incontri che vedrà impegnati Barnier e il capo negoziatore per il Regno Unito, David Frost, a Londra, ma la situazione sembra ancora più tesa. Pesano, in particolare, le parole di lunedì del primo ministro inglese Boris Johnson sul futuro degli accordi commerciali e i report pubblicati dal Financial Times secondo cui il Regno Unito starebbe lavorando a espedienti normativi per aggirare alcune disposizioni dell’Accordo di recesso su questioni chiave come gli aiuti di Stato e i rapporti con l’Irlanda del Nord.

Sul tavolo del prossimo round negoziale l’agenda è ben definita, i temi che Barnier e Frost si troveranno a discutere, scadenzati in fasce orarie piuttosto serrate, sono ormai i soliti: level playing field, vale a dire una competizione aperta e equa, governance, pesca, cooperazione in materia giudiziaria e rapporti commerciali.

Proprio su questo ultimo aspetto però Johnson ha detto: “Ci deve essere un accordo con i nostri amici europei entro il Consiglio europeo del 15 ottobre. Se non riusciremo a trovare un accordo per allora, non credo che ci sarà un accordo di libero scambio tra di noi, e dovremmo entrambi accettarlo e andare avanti. A quel punto avremo un accordo commerciale con l’Ue come quello dell’Australia”. Ciò non sembra dispiacere affatto al Regno Unito che ne parla comunque come di un “buon risultato”.

Il presidente del Consiglio Charles Michel però ha lasciato intendere che l’intenzione dell’Ue è quella di tenere duro durante i prossimi negoziati: “Potremmo perdere il Regno Unito, ma non perderemo il nostro contegno“, ha scritto su Twitter Michel.

È stata invece la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, a commentare le notizie riportate dal Financial Times che non sono ancora state smentite dal Governo di Londra: “Confido nel fatto che il Governo britannico attui il Withdrawal agreement, un obbligo previsto dal diritto internazionale e un prerequisito per qualsiasi futura partnership. Il protocollo sull’Irlanda/Irlanda del Nord è essenziale per proteggere la pace e la stabilità sull’isola e l’integrità del mercato unico”, ha scritto la presidente su Twitter.

Il periodo di transizione per la Brexit termina il 31 dicembre 2020, ma politicamente parlando il termine fissato per arrivare a un accordo è il Consiglio europeo del 15 ottobre. Alla viglilia dell’ottavo round negoziale sembra evidente che Michel Barnier dovrà attingere a tutta la “pazienza e determinazione” con cui ha dichiarato, attraverso il suo profilo Twitter, di volersi presentare a Londra per “continuare questi negoziati così complessi”. (Policy Europe / Public Policy) ECH