IA, in Italia l’adozione è frenata da mancanza di budget e competenze

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ROMA (Public Policy Bytes) – “Il 65% delle organizzazioni italiane segnala la mancanza di competenze come principale barriera allo sviluppo di progetti di intelligenza artificiale, mentre il 50% si trova a fronteggiare budget limitati”.

Sono i principali risultati emersi dal primo questionario di It4lia AI Factory, progetto che promuove l’adozione dell’IA in Italia e in Europa. La ricerca – si legge in una nota dell’iniziativa – rileva che, nonostante le avversità, “il 64% delle aziende è desideroso di partecipare a open call e partnership per co-sviluppare soluzioni di IA e il 55% cerca attivamente risorse finanziarie”.

L’indagine, che ha coinvolto più di 200 organizzazioni italiane ed europee tra aziende, centri di ricerca e pubbliche amministrazioni, evidenzia inoltre che il 50% delle realtà intervistate ha già all’attivo o in pianificazione progetti di IA. Tuttavia, l’altra metà si dice “pronta a partire ma non sa da dove iniziare”.

L’Italia, dunque, “non manca di ambizione sull’AI – sostiene la factory – ma di strumenti concreti per realizzarla”. Infatti, “quando finalmente un progetto parte, il 37% si scontra con la complessità tecnica dell’infrastruttura tecnologica e il 33% necessita di assistenza tecnica specializzata che non trova”.

L’indagine, inoltre, fotografa un Paese “a due velocità”, diviso tra grandi realtà, che hanno già avviato sperimentazioni e progetti pilota, e piccole e medie imprese e organizzazioni, che rappresentano “il vero tessuto produttivo italiano e rimangono ai margini non per disinteresse ma per mancanza di accesso”.

A colpire principalmente le organizzazioni più piccole – sostiene It4lia – è “l’ansia da regolamentazione”, con norme come l’AI act e il Gdpr che rendono difficile la compliance e infoltiscono “una selva normativa che spaventa più che guidare”. In sostanza, “le organizzazioni vorrebbero essere compliant, ma non sanno come”.

Infine, ad aggravare il contesto vi è quello che l’iniziativa definisce “il deserto delle infrastrutture”, dove “l’high performance computing (Hpc) è una montagna da scalare” che costituisce “uno dei maggiori colli di bottiglia dell’ecosistema italiano”. Il 37% delle organizzazioni intervistate, infatti, “segnala che i costi elevati del calcolo sono una barriera insormontabile. Non si tratta solo di acquistare Gpu: deployment, manutenzione, expertise tecnica rendono lo sfruttamento efficace di una infrastruttura IT ottimizzata per l’IA un sogno irraggiungibile per le Pmi”. (Public Policy Bytes) DVZ