ROMA (Public Policy Bytes) – La crescita economica globale “dovrebbe rimanere resiliente, attestandosi al 3,3% nel 2026 e al 3,2% nel 2027”, sostenuta da “fattori favorevoli legati all’aumento degli investimenti connessi alla tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale”.
È quanto emerge dall’aggiornamento sulle stime di crescita di gennaio 2026 del Fondo monetario internazionale (Fmi), che evidenzia il “bilanciamento di forze divergenti” con il quale si prevede una performance dell’economia globale “apparentemente stabile”. Il settore dell’IA – si legge infatti nel documento – contribuisce a compensare “i fattori avversi derivanti dal mutamento delle politiche commerciali, in misura maggiore in Nord America e in Asia rispetto ad altre regioni”.
Secondo le stime dell’Fmi, tuttavia, permangono dei “rischi per le prospettive”, imputabili a una possibile “rivalutazione al ribasso delle aspettative di crescita della produttività legate all’IA, che potrebbe determinare una flessione degli investimenti e innescare una brusca correzione dei mercati finanziari, estendendosi dalle aziende dell’IA ad altri segmenti e riducendo la ricchezza delle famiglie”.
Sul fronte positivo, tuttavia, l’organizzazione segnala che “l’attività economica potrebbe essere ulteriormente sostenuta dagli investimenti legati all’IA e trasformarsi nel tempo in una crescita sostenibile, qualora una più rapida adozione dell’IA si traducesse in forti guadagni di produttività e in un maggiore dinamismo imprenditoriale”.
A conclusioni affini giunge il bollettino economico di gennaio 2026 della Banca d’Italia, pubblicato il 16 gennaio. Il report dell’istituto, infatti, contiene valutazioni analoghe sugli “impatti e i rischi macrofinanziari” legati al “forte aumento della domanda globale di risorse di calcolo”, imputabile all’“espansione del mercato delle applicazioni di intelligenza artificiale”. (Public Policy Bytes) DVZ




