Iran, l’Ue ha fatto il punto su petrolio e gas

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – Nessun problema di sicurezza dell’approvvigionamento, ma i prezzi e le conseguenze rimangono motivo di forte preoccupazione. Questo quanto emerge dalle riunioni di coordinamento sul gas e sul petrolio che si sono svolte mercoledì mattina, come riferisce un funzionario Ue.

Durante la riunione è stato sottolineato come la durata del conflitto, l’entità dei danni e la sospensione delle attività degli impianti di Gnl in Qatar determineranno le conseguenze per i mercati europei.

Per il momento, non è stata richiesta alcuna misura coordinata a livello Ue, né sono previste misure individuali da parte degli Stati membri, né sul gas né sul petrolio. I rappresentanti di Ungheria, Spagna, Italia, Germania, Francia, Polonia e Belgio, più il rappresentante dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), sono intervenuti.

La Commissione ha evidenziato come lo stoccaggio sia stabile al 30% circa e cone non siano registrati prelievi significativi negli ultimi giorni. Questo livello consentirebbe di riempire lo stoccaggio fino al 90% prima dell’inverno, anche se questo richiederà maggiori importazioni durante l’estate.

Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso, con attacchi alle navi che tentano di attraversarlo. La produzione di gnl dal Qatar è interrotta. Gli Stati Uniti – ha evidenziato la Commissione durante la riunione – rimangono il principale fornitore di gnl dell’Europa, e questi carichi non sono influenzati dalla situazione in Medio Oriente. L’Esecutivo avrebbe quindi evidenziato come la situazione attuale sia molto diversa da quella del 2022/23, durante la crisi dell’energia causata dallo stop delle forniture di gar russo a seguito della guerra in Ucraina. “Nel complesso siamo molto più diversificati, lo Stretto di Hormuz è molto meno trafficato rispetto al passato e la domanda è aumentata del 15-17%”, sottolinea il funzionario europeo.

Per quanto riguarda il petrolio, la Commissione avrebbe evidenziato come l’infrastruttura energetica delle raffinerie in Arabia Saudita sia stata danneggiata. Ciò può influire sulla fornitura di prodotti petroliferi raffinati. Il 9% dell’approvvigionamento di petrolio greggio dell’Ue passa attraverso lo stretto. Per quanto riguarda i prodotti raffinati, il 40% delle importazioni di diesel e carburante per aerei dell’Ue passa attraverso lo stretto. Il 15% del consumo di carburante per aerei.

Sulla base dei riscontri ricevuti finora, non si prevedono ripercussioni immediate, ma l’impatto indiretto sui prezzi potrebbe essere significativo. I mercati petroliferi hanno reagito in modo più calmo rispetto a quelli del gas, con picchi di prezzo meno pronunciati rispetto ai prezzi precedenti al conflitto. Secondo il funzionario della Commissione, ci sono quindi due preoccupazioni principali: l’evoluzione dei prezzi e la durata della situazione attuale. “Gli ostacoli a breve termine relativi ai trasporti sono relativamente facili da gestire, ma se la situazione dovesse protrarsi nel tempo, potrebbero verificarsi rischi di approvvigionamento e prezzi più elevati”, ha evidenziato.

La prossima riunione del gruppo di coordinamento sul gas è prevista il 26 marzo, mentre sul petrolio la prossima riunione è prevista la prossima settimana. (Public Policy Europe) NAF