Commissione Ue, ecco la squadra di Von der Leyen: chi farà cosa

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di Paolo Martone

ROMA (Public Policy) – Una parità di genere quasi perfetta, per la prima volta un presidente donna, per la prima volta un italiano agli Affari economici e per la prima volta c’è un Paese membro (il Regno Unito) che per sua scelta non indica un commissario: sono alcuni degli elementi caratteristici della nuova Commissione Von der Leyen. La presidente eletta ha ufficialmente presentato i commissari designati con le rispettive deleghe, e adesso toccherà attendere solo il via libera del Parlamento europeo. L’iter prevede delle severe audizioni (una per ogni candidato), che si terranno fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, mentre l’intera Commissione dovrà ricevere un voto di fiducia nella seduta plenaria di Strasburgo del 21-24 ottobre, per poi entrare ufficialmente in carica il 1° novembre.

Quindi alcune figure  – ma non la presidente, che ha già ricevuto la “fiducia” a luglio – potrebbero essere anche bocciate durante questo passaggio, ma per il momento la composizione è la seguente:

– presidente: Ursula Von der Leyen (Germania, Ppe, 60 anni): è il “coniglio dal cilindro” che l’asse franco-tedesco ha tirato fuori dal cappello per risolvere lo stallo sulla successione e Juncker. Ex ministro della Difesa, fedelissima di Angela Merkel, moderata, promette di essere una figura poco abrasiva ma ha già dimostrato di sapersi imporre – basta vedere la parità di genere nel Collegio – e di saper fare scelte nette, come il rifiuto categorico di qualsiasi intesa con i sovranisti Salvini-Le Pen (Viktor Orban, che è del Ppe, invece è tollerato).

– vicepresidente esecutivo: Frans Timmermans (Paesi Bassi, Pse, 58 anni): vicepresidente uscente e candidato ufficiale dei Socialisti europei alla poltrona di Juncker, svolgerà probabilmente un ruolo centrale anche nel nuovo Esecutivo. Coordinerà anche le attività per il Green deal europeo e gestirà la politica di Azione per il clima. Nemico giurato dei sovranisti polacchi e ungheresi in quanto strenuo difensore dello Stato di diritto Ue (che i suoi avversari sono accusati di violare).

– vicepresidente esecutiva e commissaria alla Concorrenza: Margrethe Vestager (Danimarca, Liberali, 51 anni): respinti gli assalti francesi, che puntavano alla sua poltrona, è rimasta al posto che aveve nella Commissione Juncker, aggiungendo però la vicepresidenza. Molto stimata, è considerata inflessibile (chiedere conferma ai colossi Usa, multati pesantemente, o anche all’asse Parigi-Berlino, stoppato nella fusione Alstom-Siemens). Coordinerà anche l’intera agenda per un’Europa pronta per l’era digitale.

– vicepresidente esecutivo e commissario per la Stabilità e i servizi finanziari: Valdis Dombrovskis (Lettonia, Ppe, 48 anni): rigorista, ex premier lettone, darà sicuramente filo da torcere al nostro connazionale Gentiloni, dato che su molte questioni dovranno lavorare insieme. Conserva lo stesso incarico che aveva nella Commissione Juncker.

– vicepresidente e Alto commissario Ue per gli Esteri: Josep Borrell (Spagna, Pse, 72 anni): ministro degli Esteri spagnolo in carica, è il decano del nuovo Collegio. Ha una vastissima esperienza politica ed è stato anche presidente del Parlamento europeo (dal 2004 al 2007).

– vicepresidente e commissaria a Valori e trasparenza: Vera Jourova (Repubblica Ceca, Liberali, 55 anni): titolare della Giustizia nella commissione Juncker, si vede adesso assegnare un portafoglio meno importante ma con la consolazione delle vicepresidenza (seppur non esecutiva). Negli ultimi 5 anni ha promosso indagini a tutela dei cittadini europei, in particolare in riferimento alle intrusioni dei colossi tech nella privacy degli utenti.

– vicepresidente e commissario alla Protezione dello stile di vita europeo: Margaritis Schinas (Grecia, Ppe, 57 anni): dopo una lunga carriera come funzionario Ue (fino a poco fa era capo della comunicazione della Commissione Juncker), adesso entra nella stanza dei bottoni con un incarico inedito. Nel suo curriculum anche due anni come parlamentare europeo, dal 2007 al 2009.

– vicepresidente e commissario per le Relazioni interistituzionali: Maroš Šefčovič (Slovacchia, Pse, 53 anni): commissario uscente per l’Unione energetica e il Mercato unico digitale, è un veterano degli Esecutivi Ue (è commissario dal 2010).

– vicepresidente e commissario per Democrazia e demografia: Dubravka Šuica (Croazia, Ppe, 63 anni): new entry, europarlamentare dal 2013 ed ex sindaco di Dubrovnik. Guiderà inoltre le attività della Commissione nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Europa.

– commissario al Bilancio: Johannes Hahn (Austria, Ppe, 61 anni): altro veterano di Bruxelles (è commissario dal 2010), nell’Esecutivo Juncker era responsabile della Politica di vicinato e dei negoziati per l’allargamento, e si è molto impegnato per far crescere ad Est il perimetro dell’Unione. Prende il posto del tedesco Gunther Oettinger, protagonista di molte uscite sopra le righe (mentre Hahn di solito è molto misurato).

– commissario alla Giustizia: Didier Reynders (Belgio, Liberali, 61 anni): espertissimo politico belga, è ministro degli Esteri e della Difesa in carica, ed è stato ministro delle Finanze per ben 12 anni (dal 1999 al 2011). Era in corsa anche per gli Affari economici. Sarà responsabie anche dello Stato di diritto.

– commissaria Innovazione e gioventù: Mariya Gabriel (Bulgaria, Ppe, 40 anni): titolare uscente della delega all’Economia e le società digitali, le toccherà accettare la sfida di creare nuove prospettive per i giovani. E’ stata vicecapogruppo del Ppe al Parlamento europeo dal 2014 al 2017.

– commissaria alla Salute: Stella Kyriakides (Cipro, Ppe, 63 anni): psicologa con esperienza pluriennale nel campo degli affari sociali, della salute e della prevenzione del cancro. Ex presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

– commissaria all’Energia: Kadri Simson (Estonia, Liberale, 42 anni): new entry, ex ministro degli Affari economici e delle infrastrutture.

– commissaria ai Parteneriati internazionali: Jutta Urpilainen (Finlandia, Pse, 44 anni): era anche lei in corsa per la poltrona di Paolo Gentiloni, sponsorizzata dai Paesi del Nord. Nel suo Paese è stata vicepremier, ministro delle Finanze e leader del Partito socialdemocratico. Come deleghe Helsinki sicuramente esce ridimensionata, dato che il commissario uscente, Jyrki Katainen, era vicepresidente e commissario al Lavoro e alla crescita.

– commissaria al Mercato interno: Sylvie Goulard (Francia, Liberali, 55 anni): Parigi puntava alla Concorrenza, e dopo Lagarde alla Bce sarebbe stato un colpo da maestro, ma si è dovuta “accontentare”. Goulard è vicegovernatore in carica della Banca di Francia, ed è stata ministro della Difesa ed europarlamentare. Sarà responsabile anche della nuova direzione generale dell’Industria della difesa e dello spazio.

– commissario al Commercio: Phil Hogan (Irlanda, Ppe, 59 anni): commissario uscente all’Agricoltura, ed ex titolare della medesima delega nel Governo di Dublino, in tempi di Brexit e tensioni commerciali va a svolgere un incarico cruciale.

– commissario per gli Affari economici: Paolo Gentiloni (Italia, Pse, 64 anni): l’Italia puntava ad un portafoglio economico di peso, e quindi ha sicuramente ottenuto il massimo. All’ex premier di certo non mancano l’esperienza o i buoni rapporti con la nomenclatura Ue, semmai dovrà guardarsi dall’ostilità con cui i rigoristi guarderanno un italiano su quella poltrona. A Gentiloni toccherà fare le pulci a tutti i Paesi Ue – Italia compresa – sulle rispettive scelte di bilancio, e il prossimo quinquennio potrebbe vedere le riforme di Patto di stabilità e Fiscal compact.

– commissario all’Ambiente: Virginijus Sinkevičius (Lituania, Verdi, 28 anni): giovanissima new entry, è ministro dell’Economia e dell’innovazione in carica. E’ esponente di un partito di centrodestra che però, a livello Ue, è nella famiglia dei Verdi.

– commissario al Lavoro: Nicolas Schmit (Lussemburgo, Pse, 65 anni): europarlamentare, ministro per 15 anni, in rappresentanza del suo Paese sostituisce il presidente uscente della Commissione.

– commissaria all’Uguaglianza: Helena Dalli (Malta, Pse, 56 anni): ex ministro per l’Unione europea e l’uguaglianza dal 2017 al 2019, e per il Dialogo sociale e le libertà civili dal 2013 al 2017.

– commissario all’Agricoltura: Janusz Wojciechowski (Polonia, Conservatori, 64 anni): esponente del partito di destra Diritto e giustizia, è stato europarlamentare dal 2004 al 2016. Va a guidare un portafoglio che, in termini di bilancio, pesa tantissimo nell’Ue.

– commissaria alla Coesione e alle riforme: Elisa Ferreira (Portogallo, Pse, 64 anni): già ministro dell’Ambiente ed eurodeputata, attualmente è vicepresidente della Banca del Portogallo.

– commissaria ai Trasporti: Rovana Plumb (Romania, Pse, 59 anni): tre volte ministro (dell’Ambiente, del Lavoro e dei Finanzimenti Ue), ex presidente del Partito socialdemocratico, è europarlamentare da pochi mesi.

– commissario per la Gestione della crisi: Janez Lenarčič (Slovenia, Liberali, 52 anni): è un diplomatico sloveno, in precedenza segretario di Stato per gli Affari europei. Ha lavorato a stretto contatto con le Nazioni Unite e con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

 – commissario per il Vicinato e l’allargamento: László Trócsányi (Ungheria, Ppe, 63 anni): ‘ex ministro della Giustizia dell’Ungheria, è stato anche ambasciatore a Parigi. E’ un indipendente vicino a Fidesz, il partito di Viktor Orban.

– commissaria per gli Affari interni: Ylva Johansson (Svezia, Pse, 55 anni): tre volte ministro (Lavoro, Welfare e Scuola), è un’esperta di grande fama nei settori dell’occupazione, dell’integrazione, della salute e dell’assistenza sociale.  (Public Policy) 

@PaoloMartone