Oltre la fiducia: che fine farà la riforma del decreto Lorenzin?

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vaccini

ROMA (Public Policy) – Non sono bastate ventotto sedute della commissione Sanità al Senato per la vecchia maggioranza M5s-Lega, dall’ottobre 2018 all’inizio di agosto 2019, per riuscire a risolvere la questione vaccini e modificare, come dichiarato pubblicamente più volte, il decreto Lorenzin. La riforma, dunque, potrebbe essere uno dei primi dossier che dovrà riprendere in mano la commissione alla ripresa dei lavori.

Difficile, però, fare previsioni sull’andamento futuro, perchè le posizioni dei nuovi alleati di Governo (oggi ci sarà il voto di fiducia in aula a Palazzo Madama) appaiono piuttosto divergenti. Si riusciranno a sciogliere i nodi che aleggiano sulla proposta M5s, con primo firmatario l’attuale ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, o la normativa vigente resterà immutata? Oltre al Pd anche Leu – che ha portato a casa il ministero della Salute con Roberto Speranza – fa registrare una sostanziale dissonanza rispetto alla proposta 5 stelle sulla revisione dell’obbligo vaccinale.

Proviamo a ricostruiamo l’andamento dei lavori sulla riforma del decreto Lorenzin nella XII commissione di Palazzo Madama, per capire quali sono i punti di maggiore distanza (o convergenza) tra Pd, Leu e M5s.

RIFORMA LORENZIN

Il decreto legge 73 del 2017, presentato dall’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin (oggi deputata del Misto), ha stabilito per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati l’obbligatorietà e la gratuità, in base a specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, di 10 vaccinazioni. Ovvero quelle contro: pliomielite; difterite; tetano; epatite B; pertosse; haemophilus influenzae di tipo B; morbillo; rosolia; parotite; varicella.

Prevedendo, anche, che le Regioni assicurassero l’offerta gratuita delle vaccinazioni anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. In totale dunque, rispetto alla disciplina previgente (che ne prevedeva 4), la riforma ha aggiunto 6 “nuove” vaccinazioni obbligatorie, per i minorenni fino a 16 anni.

Per quanto riguarda l’accesso ad asili nido e scuole materne (dunque per i bambini fino a 6 anni), la riforma del 2017 ha previsto l’obbligo della presentazione dei documenti comprovanti l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, prevedendo sanzioni piuttosto alte (fino a 500 euro) per i genitori in caso di inottemperanza.

Tra l’altro, con la recente entrata in vigore dell’anagrafe vaccinale, avvenuta poco prima dell’estate, è stato avviata un’interlocuzione diretta tra asl e scuole: inalterata la disciplina vigente sugli obblighi vaccinali non c’è più bisogno che i genitori presentino una documentazione cartacea in quanto è compito delle aziende sanitarie segnalare eventuali situazioni critiche direttamente agli istituti scolastici.

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IAC