Bilancio Ue, la bozza lascia in sospeso le cifre dei sussidi

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – Quello presentato dalla Commissione europea pochi giorni fa potrebbe definirsi un bilancio ‘tecnico’ dal momento che l’esecutivo Ue ha l’obbligo giuridico di presentare ogni anno entro il 30 giugno una proposta di bilancio per l’anno successivo.

La scadenza cade infatti nel bel mezzo delle trattative sul Quadro finanziario pluriennale, che dovrebbe comprendere anche il piano Next Generation Eu (e dunque il Recovery Fund).

Obblighi giuridici e trattative in corso hanno costretto Palazzo Berlaymont a mettere in cifre un piano ad oggi condiviso dal Collegio dei commissari, ma che lascia ampi spazi di interpretazione per evitare di ‘bruciare’ le trattative tra i leader Ue.

Il più grande punto di domanda presente nel progetto di bilancio per il 2021 è la cifra di pagamenti relativa ai sussidi del piano di ripresa Next Generation Eu. La Commissione si impegna ad “assegnare” 211 miliardi di euro sul totale dei 500 previsti dal piano dell’esecutivo. Ma al contrario delle altre parti del bilancio, dove vengono chiarite le cifre “impegnate” e quelle effettivamente “erogate”, sul piano di ripresa manca la seconda informazione.

“I pagamenti ai sensi di Next Generation Eu – ha spiegato mercoledì scorso il commissario alla Programmazione finanziaria, Johannes Hahn – si baseranno su un approccio orientato al bisogno e sulla capacità degli Stati membri di spendere per la resilienza”. ù

Ben più chiari sono gli alti capitoli di spesa. Nell’ambito del budget europeo, la Commissione si impegnerà per un massimo di 166,7 miliardi di euro, dei quali verranno effettivamente “pagati” fino a 163,5 miliardi. Capitolo a parte riguardano i 133 miliardi di prestiti stabiliti nell’ambito della Recovery and Resilience Facility, sui quali bisognerà innanzitutto comprendere se i Paesi Ue saranno interessati a chiederli.

Quanto alle voci di bilancio Ue, il capitolo competitività sarà quello che beneficerà di più del piano Next Generation Eu. A fronte di uno stanziamento base di circa 4 miliardi, Next Generation Eu metterà sul piatto altri 131 miliardi e mezzo, portando il bilancio totale del capitolo di spesa a quasi 136 miliardi.

Le politiche sociali e di coesione tra le economie Ue verranno invece finanziate con circa 90 miliardi. Terzo gradino del podio tre le voci di spesa più finanziate da questa bozza di bilancio spetta alla tutela ambientale, sulla quale Bruxelles è pronta a puntare 66 miliardi tra spese ordinarie e Next Generation Eu.

Al capitolo mercato unico, innovazione e digitale andrebbero 44,3 miliardi, mentre le politiche di vicinato e cooperazione internazionale riceverebbero fino a 20 miliardi. Il costo stimato della pubblica amministrazione europea per il solo 2021 è di 10 miliardi, mentre a difesa e politiche migratorie andranno rispettivamente 3,8 e 3 miliardi. (Policy Europe / Public Policy) TML