Che fare in Artico? I consigli della commissione Esteri

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ROMA (Public Policy) – Riconoscere la specificità della ricerca in Artico “individuando strumenti istituzionali e finanziari dedicati, necessari per irrobustire i canali di cooperazione scientifica internazionale e valorizzare l’eccellenza italiana nel settore”: è una delle richieste contenute nel documento conclusivo sull’indagine sulla strategia italiana per l’Artico, approvato dalla commissione Esteri della Camera.

La politica scientifica dell’Italia nell’Artico, in un contesto di difficoltà economiche ma anche di forte motivazione – sottolinea il dossier – deve essere mirata a mantenere l’elevato profilo ormai acquisito, in particolare nel settore climatologico e con eccellenze assolute nella robotica o nella metrologia“.

L’indagine, avviata a giugno del 2016 e conclusasi con l’approvazione del documento conclusivo, è stata svolta con l’obiettivo di svolgere un approfondimento sugli interessi geopolitici dell’Italia nei confronti della regione artica, “attesa – rileva la commissione – la cruciale rilevanza strategica che essa ormai riveste. Occorre, infatti, accrescere il grado di conoscenza e di sensibilità sulle problematiche che interessano il grande Nord nell’interesse della pace e della sicurezza internazionale, nonché degli obiettivi di internazionalizzazione del Sistema Paese secondo le linee direttrici della politica estera dell’Italia, anche grazie alla sua presenza come osservatore permanente nel Consiglio Artico“.

L’attività di indagine si è articolata in 15 audizioni e in una missione di una delegazione in Norvegia e alle Isole Svalbard.

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NAF