Cosa ne pensa il commissario Ue alla Giustizia di statue e razzismo

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – Nel dibattito sul razzismo, “non credo che sia la soluzione migliore” quella di “scalzare statue e cambiare i nomi delle strade”, perché “non credo che si debba dare una nuova versione della storia di uno Stato membro, bensì si dovrebbe approfondire la ricerca, l’analisi e vedere come organizzare un miglior rispetto della diversità che permea tutte le nostre società”.

Lo ha detto il belga Didier Reynders, commissario europeo alla Giustizia, in merito alla petizione presentata da alcuni suoi concittadini per la rimozione delle statue di Leopoldo II, monarca all’epoca della colonizzazione del Congo che portò alla morte di oltre 10 milioni di persone.

“La cosa più importante – ha risposto il commissario – è riesaminare il passato coloniale di molti Stati membri e ci sono proposte” in questi termini. Ad esempio, lo stesso Belgio, ha detto Reynders riferendosi al proprio Paese, “ha proposto la creazione di una commissione parlamentare per riesaminare il proprio passato coloniale e vedere quali sono le conseguenze da trarne”.

“Penso che si possa contemplare un processo analogo anche a livello europeo”, ha spiegato il commissario, per rispondere su “che tipo di discussione si deve avere sulla storia coloniale dei diversi Stati membri? E che tipo di misure vanno prese per tutelare la diversità delle diverse società?”.

Non si tratta solo di avere una migliore memoria del passato, ma di arrivare ad avere una situazione di migliore rispetto della diversità delle società”, ha aggiunto il politico belga.

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TML