La Commissione Ue sul caso Duarte: il lavoro delle Ong non va criminalizzato

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – “L’assistenza alle persone in difficoltà in mare è un obbligo previsto dal diritto internazionale. Le Organizzazioni non governative (Ong) hanno spesso svolto un ruolo cruciale nel salvare vite umane in il Mediterraneo, il che è lodevole. La Commissione ha ripetutamente affermato che fornire assistenza a persone e imbarcazioni in difficoltà in mare è un obbligo ai sensi di diritto internazionale e non dovrebbe essere criminalizzato“.

Lo scrive Ylva Johansson, commissario per gli Affari interni, rispondendo giovedì scorso a un’interrogazione di Sandra Pereira, europarlamentare portoghese del gruppo Gue/Ngl.

La deputata scriveva riguardo a “Miguel Duarte, un giovane portoghese che, dopo aver visto una serie di reportage sulle tragedie che si stanno verificando nel Mediterraneo in relazione ai rifugiati, ha deciso nel 2016 di unirsi alla Ong tedesca Jgend Rette, che ha già salvato migliaia di persone – bambini e adulti – in difficoltà e rischiando la vita in pericolose traversate marittime. Grazie alla sua disinteressata e generosa partecipazione ai soccorsi, è stato portato in tribunale dal Governo italiano con il sospetto di aver commesso il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Se giudicato colpevole, potrebbe affrontare 20 anni dietro le sbarre”.

“Alla luce di tali casi – chiede Pereira – ritiene la Commissione europea che questi sforzi di salvataggio delle Ong nel Mediterraneo siano da considerarsi attività criminali? Ritiene inoltre che la criminalizzazione degli sforzi di salvataggio è in linea con i cosiddetti ‘valori europei’ ai quali l’Ue fa continuamente riferimento? Infine, quale sostegno, in particolare di natura giuridica, potrebbe essere fornito ad attivisti come Miguel Duarte per la difesa da tali accuse?”.

“Ai sensi del Trattato sull’Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea – chiarisce al riguardo Johansson – la Commissione non ha poteri nei singoli casi penali. L’amministrazione quotidiana dei sistemi giudiziari degli Stati membri, comprese le indagini e il perseguimento di presunti reati, è di competenza esclusiva degli Stati membri. Pertanto, per quanto riguarda il presente caso, la Commissione non ha il potere di intervenire in questa indagine effettuata dalle autorità italiane“.  (Policy Europe / Public Policy) PAM