Digital service act, ecco il nuovo regolamento europeo

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – Settantaquattro articoli suddivisi in 5 capitoli. Sono questi i numeri del Digital service act, licenziato martedì dal Collegio dei commissari insieme al Digital market act, secondo una bozza di cui Policy Europe ha preso visione.

La Commissione europea – secondo la bozza presa in visione – ha optato per una proposta di regolamento, invece che per una direttiva. Questo significa che una volta che Parlamento e Consiglio europeo si saranno accordati sul testo finale da approvare, questo intrerà direttamente in vigore negli Stati membri, senza bisogni di essere recepito. “La Commissione – si legge nell’introduzione della proposta – ha deciso di presentare una proposta di regolamento per garantire un livello di protezione coerente in tutta l’Unione e per evitare divergenze che ostacolano la libertà nella fornitura dei servizi pertinenti all’interno del mercato interno, nonché garantire l’uniforme tutela dei diritti e obblighi uniformi per imprese e consumatori a livello interno mercato. Ciò è necessario, allo stesso modo, per fornire certezza giuridica e trasparenza per gli operatori economici e consumatori allo stesso modo. La proposta di regolamento – per la Commissione – garantisce inoltre un monitoraggio coerente dei diritti, dei doveri e delle sanzioni equivalenti in tutti gli Stati membri”.

Tra i temi affrontati dalla proposta di regolamento: responsabilità dei fornitori di servizi di intermediazione; obblighi di due diligence per un online trasparente e un’ambiente sicuro, con un paragrafo dedicato alle piattaforme online molto grandi; attuazione, cooperazione, sanzioni e applicazione. Secondo la valutazione d’impatto che accompagna la bozza di proposta, il digital service act potrebbe portare, grazie a una minore frammentazione giuridica tra Stati Ue, un possibile aumento del commercio digitale transfrontaliero dall’1 all’1,8%, “ossia l’equivalente di un aumento del fatturato transfrontaliero generato di 8,6 miliardi di euro e fino a 15,5 miliardi di euro”.

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NAF