ROMA (Public Policy) – Nella seduta del 9 aprile, l’ultima, dopo circa due ore di lavoro in cui è stata esaminata una decina di emendamenti, la commissione Affari costituzionali del Senato ha sospeso i lavori sul dl Sicurezza, su cui si è giunti all’esame dei primi 25 emendamenti all’articolo 4 (sui 33 complessivi), approvando un’unica modifica di drafting.
L’esame riprenderà martedì 14 aprile, ma si è sostanzialmente preso atto dell’impossibilità – ormai in sostanza evidente – di arrivare in aula con il conferimento del mandato al relatore Alberto Balboni (FdI, presidente della commissione).
Il provvedimento è attualmente calendarizzato in aula per martedì 14 aprile, ma non è escluso che qualche aggiustamento di calendario possa seguire alla capigruppo convocata per lo stesso giorno alle 15. Tra i decreti in fase di conversione arriverà infatti anche il dl Pnrr.
Sul sicurezza, ad oggi, la strada sembra ancora quella dell’approdo in aula senza mandato e senza fiducia, per apportare al testo le modifiche necessarie, ricorrendo a canguro e contingentamento dei tempi. Nessuna riformulazione è stata al momento formalmente depositata, anche quella (che sarebbe pronta) sui coltelli, per i quali è necessario escludere dall’applicazione delle disposizioni chi li porta per motivi professionali e sportivi, intervenendo quindi sul giustificato motivo.
Atteso anche l’intervento per la proroga del comandante della Gdf, che potrebbe rientrare nel provvedimento. Ancora accantonate, invece, le proposte per dotare la polizia di nuovi strumenti per la gestione dell’ordine pubblico nelle manifestazioni, dalle capsule al peperoncino a quelle di vernice. (Public Policy) MAR
(foto cc Palazzo Chigi)





