Ritenta, sarai più fortunato: 16 ore non bastano, l’Eurogruppo si rivede domani

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – Dopo 16 inconcludenti ore di discussioni, il presidente dell’Eurogruppo ha sospeso la riunione iniziata ieri pomeriggio. “Siamo vicini a un accordo, ma non ci siamo ancora”, twitta Mário Centeno alle 8,43 del mattino, per poi dare appuntamento ai ministri delle Finanze alla giornata di domani, alle 17.

Poi chiarisce, “il mio obiettivo rimane: una forte rete di sicurezza dell’Ue contro le ricadute del Covid-19 (proteggere lavoratori, aziende e Paesi) e un impegno a un consistente piano di risanamento” dell’economia. Il ministro delle Finanze portoghese non cita i due dossier più controversi sul tavolo negoziale: Meccanismo europeo di stabilità e eurobond. 

Da una parte la fazione degli Stati frugali, rappresentati in primis dagli olandesi, che non vogliono dare accesso incondizionato alle linee di credito del Mes – la cui apertura rimane soggetta alla firma di un Memorandum d’intesa sulle politiche di bilancio – e non vogliono neanche avviare una discussione sugli eurobond, escludendo ogni riferimento nel documento finale ai titoli comuni.

Dall’altra parte, gli Stati mediterranei – quelli più in difficoltà – che hanno trovato nell’Italia il Paese capofila. Fonti diplomatiche Ue sostengono che Roma non metterà la firma su alcun documento finale che non faccia riferimento ai bond comuni. Inoltre, come dichiarato nella mattinata di ieri da Roberto Gualtieri ai coordinatori della commissione Affari economici del Parlamento europeo, nonostante lo scetticismo italiano sul Mes, tale meccanismo potrebbe essere accettato solo senza condizionalità.

A completare il quadro delle tensioni tra singoli Paesi e tra Governi nazionali e istituzioni europee, ci sono due argomenti che chiamano in causa direttamente Ursula von der Leyen. La numero uno della Commissione europea ha dovuto annullare la conferenza stampa di oggi nella quale avrebbe voluto annunciare il piano di ripresa Ue e la roadmap per l’uscita dall’emergenza.

In sede Eurogruppo alcuni Paesi hanno lamentato di non essere stati consultati sul tema, da qui un rinvio della bozza. Gli Stati del Nord Europa, a quanto apprende Policy Europe, avrebbero invece preteso che il meccanismo di cassa integrazione europea denominato ‘Sure’ non divenisse permanente. Si chiede quindi che venga limitato a un arco temporale che non vada oltre la fase di difficoltà degli Stati.

I troppi nodi da sciogliere hanno costretto i vertici della politica economica Ue a darsi appuntamento alla giornata di domani, quando cercheranno di appianare le differenze, apparse inconciliabili nella “riunione maratona” di ieri, così ribattezzata dal ministro delle Finanze maltese. (Policy Europe / Public Policy) TML