Cura Italia, via libera nella notte. Voto finale domani, con fiducia

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ROMA (Public Policy) – L’approdo nell’aula del Senato del Cura Italia – il maxi-decreto da 25 miliardi con misure per per medici, lavoratori, imprese e famiglie – è previsto oggi a partire dalle 13 dopo che la commissione Bilancio è andata avanti a oltranza per completare l’esame del provvedimento nei tempi stabiliti. Uno sforzo dovuto al poco tempo a disposizione e al gran numero di emendamenti da vagliare (oltre 500).

I lavori della 5a sono terminati solo a notte fonda, e sono state approvate le modifiche per far confluire nel provvedimento anche gli altri decreti adottati dal Governo per contrastare la crisi Covid-19 (dl Coronavirus bis, dl Giustizia-Coronavirus e dl Sanità-Coronavirus). L’arrivo in aula è slittato perchè la Bilancio deve riunirsi di nuovo alle 10 per esaminare gli ordini del giorno. In linea generale, l’obiettivo è di inviare quanto prima il testo a Montecitorio consentendo anche ai deputati di dare un loro contributo. Il via libera finale arriverebbe poi con una terza lettura a Palazzo Madama.

Oggi in assemblea si terrà la discussione generale, che dovrebbe durare circa 7 ore, mentre il voto finale è previsto domani con il ricorso alla fiducia (prima chiama alle 12.40). Una blindatura che fa calare momentaneamente il sipario sui tentativi di collaborazione tra centrodestra e maggioranza, nonostante gli incontri a Palazzo Chigi e le cabine di regia. Nelle scorse settimane c’era stato il voto bipartisan sia sul primo decreto che sullo scostamento di bilancio, ma adesso il clima sembra decisamente cambiato.

In questo modo l’Esecutivo evita il rischio ostruzionismo, ma l’opposizione contesta il metodo. “Avevamo detto che non avremmo fatto ostruzionismo sul provvedimento, ma la scelta di blindarlo con la fiducia fa comprendere che non ci sono i presupposti per una collaborazione” ha dichiarato il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo. “Conte non vuole collaborare. Vogliamo sapere se l’appello del capo dello Stato sia caduto nel vuoto” afferma il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani. Per FdI il Governo “non lavora per realizzare l’unità nazionale”. Dal canto suo la maggioranza ribatte affermando che l’opposizione ha fatto proposte volutamente irricevibili. Se ne riparlerà (forse) con il dl Aprile, il nuovo decreto-manovra – atteso a metà mese – che rappresenterà il seguito del Cura Italia.

Intanto, si aprono spiragli per la “fase 2”, ovvero l’allentamento del lockdown (che scade il 13 aprile). Ieri si è tenuta una riunione in videoconferenza tra il premier Conte e il Comitato tecnico scientifico, e l’orientamento emerso consisterebbe in due step: il primo, dopo Pasquetta, riguarderebbe piccole aperture per le attività produttive ora chiuse; il secondo (intorno al 4 maggio), un allentamento delle limitazioni per quanto riguarda spostamenti e uscite. In ogni caso, al momento non c’è una decisione definitiva, e si vuole procedere con “gradualità e prudenza”. Un nuovo dpcm potrebbe essere approvato sabato. (Public Policy) PAM