Nucleare, la bozza della strategia SMR: obiettivo 2030

0

di Fabio Napoli

BRUXELLES (Public Policy Europe) – La Commissione europea punta a vedere realizzati i primi piccoli reattori modulari (Smr) nell’Unione eropea entro e non oltre l’inizio degli anni ’30. Lo si legge in una bozza di strategia sugli Smr, che dovrebbe essere presentata dalla Commissione Ue entro marzo, di cui Public Policy Europe ha preso visione.

Gli Smr dovrebbero essere considerati un progetto industriale europeo condiviso, basato su una forte collaborazione dell’Ue in materia di ricerca, catena di approvvigionamento, licenze, competenze e finanziamenti“, si legge nella bozza di documento. Secondo la Commissione “un approccio frammentato comporterebbe una duplicazione degli sforzi, un rallentamento delle approvazioni normative, una capacità produttiva limitata e costi unitari più elevati, minando la fiducia del pubblico e gli investimenti futuri: uno scenario del genere – si legge – non dovrebbe essere accettato per lo sviluppo di questa tecnologia strategica per l’Europa”.

Altri prerequisiti per raggiungere l’obiettivo sarebbero: accelerare lo sviluppo di progetti avanzati per coprire anche applicazioni di mercato come il calore ad alta temperatura per applicazioni industriali o la propulsione navale; promuovere una catena di approvvigionamento industriale europea in grado di fornire componenti per un’ampia gamma di possibili progetti; creare le condizioni per un approccio di flotta che consenta la produzione in serie; snellire i processi normativi e sostenere un approccio collaborativo tra le autorità di regolamentazione in tutta Europa per consentire il rilascio tempestivo delle licenze Smr e le economie di scala.

Una delle azioni contenute nella bozza di strategia prevede l’istituzione di una “coalizione dei volenterosi” sugli aspetti normativi ed economici di alcuni modelli di Smr. Gli Stati membri interessati dovrebbero mettersi insieme per facilitare l’introduzione dei modelli di Smr selezionati dall’Alleanza industriale nei loro territori, attraverso una cooperazione normativa approfondita e riducendo al minimo le soluzioni personalizzate a livello locale.

Sarà necessario individuare un numero limitato di progetti da sostenere. Inoltre, sarà necessario sviluppare e attuare norme industriali a sostegno di un approccio di flotta per la diffusione degli Smr. In termini di risorse, secondo la bozza di documenti, il recente Ipcei (Progetto importante di interesse comune europeo) sulle tecnologie nucleari innovative può essere determinante per mettere in comune le risorse a sostegno di progetti comuni. Il Net-Zero Industry Act potrebbe snellire i processi di autorizzazione e contribuire ad accelerare i progetti strategici. Secondo la bozza di documento, gli Stati membri potrebbero prendere in considerazione la possibilità di designare determinate aree come “valli Smr”, il che potrebbe comportare un’accelerazione delle procedure di autorizzazione e un più facile accesso ai finanziamenti e consentirebbe alla regione interessata di offrire ulteriori vantaggi, tra cui incentivi fiscali. Anche il quadro degli aiuti di Stato del Clean Industrial Deal potrebbe essere di supporto.

Inoltre, accordi tripartiti tra acquirenti di energia elettrica o termica da Smr innovativi, industria nucleare, fornitori di reattori e aziende della catena di approvvigionamento e Stati membri potrebbero facilitare l’accesso ai finanziamenti. Ancora incerto (tra parentesi quadre nella bozza) un possibile ricorso a strumenti di riduzione del rischio della Bei.

Gli Stati membri dovrebbero semplificare le procedure amministrative relative ai controlli sulle esportazioni tra Stati membri per i progetti Smr. Inoltre, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero esaminare come proteggere la proprietà intellettuale europea sviluppata nel contesto degli Smr, principalmente attraverso meccanismi di controllo degli investimenti diretti esteri e delle concentrazioni. (Public Policy Europe)

@Naffete