La risoluzione del Parlamento Ue contro la soia ogm (leggi: Monsanto)

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BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – È all’esame della commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo una proposta di risoluzione contro la proposta di decisione della Commissione Ue che autorizza l’importazione nell’Unione di prodotti “contenenti, costituiti di, o prodotti a partire da” soia geneticamente modificata ’MON 87708 × MON 89788 × A5547-127’.

La risoluzione, che verrà messa ai voti il 13 febbraio, afferma che la decisione della Commissione va al di là dei poteri concessi dal regolamento n. 1829/2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, e chiede quindi alla Commissione di ritirarla, perché contraria agli obiettivi di “protezione della vita e della salute umana, salute e benessere degli animali e interessi ambientali e dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati”.

La risoluzione all’esame della commissione Envi ricorda la vicenda per la quale “il 28 ottobre 2016, Monsanto Europe N.V. per conto di Monsanto Company, ha presentato una domanda all’autorità nazionale nazionale olandese conformemente agli articoli 5 e 17 del regolamento n. 1829/2003” che “riguardava l’immissione sul mercato di alimenti e ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti o prodotti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127, nonché l’immissione sul mercato di prodotti contenenti o costituiti da soia GM MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 per usi diversi da alimenti e mangimi, ad eccezione della coltivazione”. Quindi “il 22 maggio 2019 l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha adottato un parere favorevole, che è stato pubblicato il 5 luglio 2019, in relazione a tale domanda”. La risoluzione ricorda anche che la soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 × A5547-127 è stata sviluppata conferire resistenza agli erbicidi dicamba, glufosinate ammonio e glifosato”.

Durante il dibattito in commissione, Tilly Metz (Verdi), ha sottolineato che la soia oggetto dell’autorizzazione all’immissione in mercato “causa deforestazione in America, ed essendo resistente ai pesticidi, in particolare al glifosato, viene utilizzata in ecosistemi già a repentaglio”. A favore della risoluzione si è espresso anche l’esponente del gruppo S&D, mentre i rappresentanti di Ppe, Ecr e Renew hanno espresso una posizione contraria all’obiezione contro la scelta della Commissione.

Sul punto si era espresso il comitato permanente della Commissione europea per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (comitato Paff), senza riuscire però ad arrivare a una posizione espressa dagli Stati membri. Nella prima riunione del 9 dicembre non è stato espresso alcun parere, e anche al voto di appello del 23 gennaios scorso non c’è stata la maggioranza per esprimere un parere.

In questo caso il Parlamento è facilitato nel bloccare l’autorizzazione, anche se il rappresentante della Commissione Ue, durante il dibattito in commisisone Envi, ha ricordato che la mancanza di parere del Paff non significa che ci sia un ostacolo giuridico alla decisione, anche alla luce della positiva valutazione dell’Efsa del 22 maggio 2019, oltre a ricordare che queste importazioni di soia riguardano non solo il Sudamerica, ma anche gli Stati Uniti e il Canada e tutti i Paesi terzi in cui può essere prodotta. (Policy Europe / Public Policy) GIL