Salario minimo, da ‘legale’ a ‘contratto’: le definizioni Ue

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – Cosa intende la Commissione europea per “salario minimo”, per “contrattazione collettiva” o per “salario minimo legale”? La risposta è contenuta nella proposta di direttiva sul salario minimo Ue approvata mercoledì dalla Collegio dei commissari.

Nel dettaglio, nell’articolo 3 della proposta di direttiva, la definizione di “salario minimo” indicala retribuzione minima che un datore di lavoro è tenuto a pagare ai lavoratori per il lavoro svolto durante un determinato periodo, calcolato sulla base del tempo o della produzione”; un “salario minimo legale” indica invece “un salario minimo stabilito dalla legge o altre disposizioni legali vincolanti”.

Per “contrattazione collettiva” si intendono “tutte le negoziazioni che avvengono tra un datore di lavoro, un gruppo di datori di lavoro o una o più organizzazioni di datori di lavoro, da un lato, e una o più organizzazioni di lavoratori, dall’altro, per la determinazione delle condizioni di lavoro e dei termini di impiego; e/o per regolamentare rapporti tra datori di lavoro e lavoratori; e/o regolare i rapporti tra datori di lavoro o le loro organizzazioni e un’organizzazione o un lavoratore delle organizzazioni dei lavoratori. Per “contratto collettivo” si intendono “tutti gli accordi scritti relativi alle condizioni di lavoro e i termini di lavoro conclusi dalle parti sociali all’esito della contrattazione collettiva”. Infine, per “copertura contrattuale collettiva” si intende “la quota di lavoratori a livello nazionale a cui si applica un contratto collettivo”. (Public Policy / Policy Europe) NAF