Twist d’Aula – Il Governo ha pensieri che non condivide

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di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) – Il Governo ha pensieri che non condivide. Si ritrova infatti incastrato in contraddizioni che, più che per le moltitudini che contiene, sono alzate dal vento d’autunno, lo stesso che soffia sulla diffusione del virus, che alimenta la rabbia sociale, che ha cambiato il clima del Paese. Da qualche settimana, l’opinione verso Conte e il suo Esecutivo stanno cambiando. E anche negli spogliatoi più rissosi, finché le cose vanno bene prevale il silenzio-assenso, nessuno si permette di criticare il mister. Ma non appena la squadra va male e i risultati negativi si susseguono, si alzano le voci contro l’allenatore. Specie se ritardi, colpe e omissioni – su terapie intensive, trasporti, tamponi e tracciamenti – sono ormai evidenti per la maggioranza.

Così, dopo l’ultimo dpcm, alle proteste di piazza si sono aggiunte le proteste del Governo stesso, che critica se stesso. Bellanova se la prende con le nuove restrizioni e lamenta che da Palazzo Chigi non le passino la palla, cioè non le facciano vedere i documenti del Comitato tecnico scientifico. Pesanti critiche le esprime Gennaro Migliore (adesso in Italia viva, come la ministra delle Politiche agricole), chiedendo di cambiare il dpcm in Parlamento (cosa che, notoriamente, non si può fare). Naturalmente, si aggiungono le lamentele di Matteo Renzi (“non siamo yes man”), oltre ad una mossa tattica: la creazione di un intergruppo parlamentare a sostegno dell’attivazione del Mes, così da portare allo scoperto i temporeggiamenti di Conte sul tema. Ma non c’è solo la riottosa Italia viva ad (auto)criticare il Governo, ma anche tutte le altre componenti della maggioranza.

Nei 5 stelle, per esempio, Spadafora continua a dire che, quando due settimane fa ci beavamo del “modello Italia’, avremmo fatto meglio a “stare zitti”. Tra gruppi parlamentari e relativi staff c’è poi una spaccatura tra quelli in quota Casalino e tutti gli altri (a partire dai seguaci di Di Maio), ormai a Montecitorio divisi anche fisicamente in spazi separati. Senza dimenticare che c’è un ministro che strizza l’occhio a Confindustria (Patuanelli) opposto a un altro in stretti rapporti con i sindacati (Catalfo). In attesa degli Stati generali, dove davvero ci si può aspettare l’implosione finale del partito fondato dal comico, Conte ha chiesto ai capigruppo di sospendere i giudizi. Ma, in ogni caso, l’autocritica è partita.

Ovviamente, c’è delusione nel Pd. Il sottosegretario all’Interno, Achille Variati, onestaente confessa che “avessi un ristorante, sarei in piazza anche io”. La situazione è oggettivamente difficile – spiega – ma “è mancata una adeguata comunicazione perché i cittadini ancora non hanno in mente la reale gravità della situazione”. Il che sembra paradossale per un Governo che ha fatto della comunicazione la sua pietra angolare. Per Variati, che ha la delega agli Enti locali, il Governo doveva assumere la piena responsabilità della gestione dell’emergenza mentre si è invece cercato di condividere la responsabilità con le Regioni (“che essendo governate dal centrodestra sono una sponda perfetta”, puntalizza), ma “a Conte adesso dirò che non possiamo discutere di convenienza ed equilibri politici”.

Vedremo. Squadra che vince non si cambia, ma squadra che perde di solito cambia allenatore. Berlusconi da un lato, Giorgetti dall’altro, si offrono a sostegno della maggioranza, per sparigliare gli equilibri. Si parla di Esecutivi di unità nazionale fino a fino legislatura (con annessa rielezione di Mattarella) o di uno di emergenza per superare questo lungo e duro inverno. Certamente la recrudescenza del virus ha messo in evidenza i limiti dell’Esecutivo, la scarsa propensione a programmare e ad agire. Ma, tuttavia, rappresenta anche un potente scudo. Nelle prossime settimane, quando la situazione andrà ad aggravarsi ulteriormente, potrebbe replicarsi la storia (speriamo non in farsa) di primavera, quanto nelle difficoltà l’opinione pubblica si strinse attorno a Conte, il quale consolidò la sua posizione. Fu abilissimo allora, vedremo se saprà esserlo nuovamente. (Public Policy)

@m_pitta