Schlein dice sì alle primarie di coalizione del Campo Largo

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – Elly Schlein dice sì alle primarie di coalizione del Campo Largo in vista delle elezioni politiche del 2027. “Come sceglieremo il futuro candidato premier del centrosinistra? Le modalità le decideremo insieme agli alleati: si può fare come la destra, indicando chi prende un voto in più, oppure scegliere altre strade, come le primarie di coalizione, a cui ho già dato la mia disponibilità”, ha detto la segretaria del Pd al Giornale Radio. Per Dario Franceschini, sostenitore senior della segretaria, quello di Schlein “è un gesto di sensibilità politica che la segretaria del partito più grosso della coalizione non voglia imporsi ma sia pronta a mettersi in gioco alle primarie pur di tenere unita la coalizione”, ha detto a Repubblica. L’ex ministro dei Beni culturali auspica che “dopo il referendum s’incontrino i leader del centrosinistra per decidere un percorso e che se decideranno per le primarie fissino anche la data di svolgimento, meglio se prima di Natale”.

L’opposizione d’altronde non ha un leader riconosciuto e riconoscibile, fin qui si è mossa in ordine sparso, cercando di convergere, a fatica, su singole iniziative programmatiche da portare avanti in Parlamento. Manca però il collante della coalizione, l’elemento di stabilizzazione dell’alternativa a Giorgia Meloni, che a sua volta rappresenta l’unità del destra-centro. Insomma, al Campo Largo manca proprio una come la presidente del Consiglio. Giuseppe Conte non ha ancora commentato pubblicamente la sortita di Schlein, anche se di recente non ha escluso la possibilità: “È un criterio, ma io non escludo nessun criterio. Si deve valutare a tempo debito in quel momento, con tutti gli elementi che abbiamo, chi è il candidato che può andare a competere, ma per vincere e per costruire, in modo solido, e realizzare un progetto progressista di governo”, ha detto a Rete4 a gennaio. I due leader si presenterebbero in un diverso stato di salute interno.

Schlein nei suoi tre anni di leadership ha normalizzato il dibattito pubblico del Pd. Un risultato comunque l’ha ottenuto: il controcanto che ha sempre accompagnato il segretario di turno, da quando c’è lei alla guida non si è udito. Problemi del genere, invece, non li ha Conte. A parte l’ininfluente Chiara Appendino, già sindaca di Torino, Conte può preparare la sfida agli alleati, se non direttamente a Meloni. Nel duello con il resto della coalizione, il leader del M5s ha già individuato alcune linee di frattura per smarcarsi dagli alleati: la politica estera, con la sua linea da pacifista irenico, e la sicurezza, memore forse dei decreti già cari alla Lega ai tempi del Conte 1. Il capo dei 5 stelle sembra esercitare, stando ai sondaggi, un sorprendente magnetismo nei confronti dell’elettorato di sinistra e il Pd in questi anni lo ha senz’altro aiutato, garantendogli fra le altre cose posti di rilievo in Regioni – solitamente avare di consensi per il M5s – dopo le ultime tornate elettorali. Fra Schlein e Conte potrebbe anche spuntare un terzo candidato, magari un sindaco fra Silvia Salis (Genova) e Gaetano Manfredi (Napoli).

La disponibilità della segreteria a scendere in campo per le primarie non è a costo zero. Schlein potrebbe magari vincere la competizione interna al centrosinistra ma perdere le elezioni politiche, vanificando la sua leadership nel Pd costruita durante il primo mandato. L’alternativa potrebbe essere rappresentata dalla scelta di un nome terzo a tutti i contendenti per le elezioni politiche, con l’obiettivo di preservare i capi di partito dallo scontro diretto con Meloni, che è decisamente in salute nonostante tutto. Primarie però di prendere qualsiasi decisione, il Campo Largo attende l’esito del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: il fronte del No è cresciuto nelle ultime settimane, facendo sperare Schlein e Conte. Anche in quel caso però si verificheranno delle mini-primarie su chi abbia combattuto credendoci prima e con più efficacia la battaglia per il No alla riforma Nordio. (Public Policy)

@davidallegranti