Stato di diritto, dalla proposta tedesca scompaiono le minacce all’indipendenza dei giudici

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di Fabio Napoli

BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – Scompare la definizione di “carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto”. È quanto risulta dalla proposta contenuta nel documento di compromesso sulla condizionalità legata al rispetto dello stato di diritto, redatto dalla presidenza tedesca del Consiglio e portato al tavolo dei negoziato sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp), di cui Policy Europe ha preso visione.

Il compromesso è stato messo a punto per venire incontro alle richieste di Paesi come l’Ungheria o la Polonia, spesso criticati proprio per carenze nel rispetto dello stato di diritto comunitario.

Nella proposta di regolamento del 2018 della Commissione europea si definiva “carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto”, quella “prassi od omissione diffusa o ricorrente, oppure misura adottata dalle autorità pubbliche che compromette lo Stato di diritto”. Venivano considerate “carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto”: le minacce all’indipendenza della magistratura; l’omessa prevenzione, rettifica e sanzione delle decisioni arbitrarie o illegittime assunte da autorità pubbliche, incluse le autorità incaricate dell’applicazione della legge, la mancata assegnazione di risorse finanziarie e umane a scapito del loro buon funzionamento o il fatto di non garantire l’assenza di conflitti di interesse; il ridimensionamento della disponibilità e dell’efficacia delle vie di ricorso, ad esempio attraverso norme procedurali restrittive, la mancata esecuzione delle sentenze o la limitazione dell’efficacia delle indagini, delle azioni penali o delle sanzioni per violazione della legge

Uguale, invece, la definizione di “Stato di diritto”, ovvero “il valore dell’Unione sancito all’articolo 2 del trattato sull’Unione europea, che comprende i principi di: legalità, secondo cui il processo legislativo deve essere trasparente, responsabile, democratico e pluralistico; certezza del diritto; divieto di arbitrarietà del potere esecutivo; tutela giurisdizionale effettiva da parte di giudici indipendenti, compreso dei diritti fondamentali; separazione dei poteri e uguaglianza davanti alla legge”.

Restano invece le altre aree per cui la Commissione potrà chiedere spiegazioni e, nel caso, avanzare una richiesta al Consiglio di misure sanzionatorie. Nel dettaglio si tratta: del corretto funzionamento delle autorità che eseguono il bilancio dell’Unione, in particolare nel contesto delle procedure di aggiudicazione degli appalti o di concessione delle sovvenzioni, nonché nell’esercizio del monitoraggio e del controllo; il corretto funzionamento dei servizi investigativi e del pubblico ministero in relazione a indagini e azioni penali per frode, corruzione o altre violazioni del diritto dell’Unione in materia di bilancio dell’Unione o alla tutela degli interessi finanziari della Unione europea; l’effettivo controllo giurisdizionale da parte di tribunali indipendenti sulle azioni od omissioni delle autorità sopra menzionate.

E ancora: la prevenzione e la sanzione di frodi, corruzione o altre violazioni del diritto dell’Unione in materia all’esecuzione del bilancio dell’Unione o alla tutela degli interessi finanziari della Unione europea, e l’imposizione di sanzioni efficaci e dissuasive ai destinatari da tribunali nazionali o autorità amministrative; il recupero dei fondi indebitamente versati; la cooperazione efficace e tempestiva con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode e con la Procura europea nelle indagini o nei procedimenti giudiziari; altre situazioni o comportamenti delle autorità degli Stati membri rilevanti per la gestione finanziaria del bilancio dell’Unione o la tutela degli interessi finanziari della Unione europea. (Policy Europe / Public Policy)

@Naffete