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Il caso Pell, gli "atti immorali" e la giustizia: la mozione Civati-Maestri

papa giubileo 30 giugno 2017

ROMA (Public Policy) - "L'incriminazione del cardinale Pell, nominato da Bergoglio prefetto degli Affari economici del Vaticano e quindi figura di spicco della gerarchia ecclesiastica, per reati di pedofilia e per la copertura di altri prelati pedofili, riaccende i riflettori sulla tutela dei minori vittime di reati consumati da uomini appartenenti alla Chiesa. Anche in conferenza stampa il cardinale, nel rigettare le accuse, parla di ‘atti immorali’. Si continua a considerare questi come reati contro la morale e non contro la persona. Fatto grave da un punto di vista culturale, etico e giuridico".

Lo affermano in una nota Pippo Civati e Andrea Maestri (entrambi deputati di Sinistra italiana-Possibile). "Pochi mesi fa - spiegano - abbiamo presentato una mozione che impegna il Governo a superare la norma concordataria, secondo la quale 'gli ecclesiastici non sono tenuti a dare a magistrati o ad altra autorità informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del loro ministero'. Questa esenzione dall'obbligo di denuncia costituisce un ostacolo oggettivo al perseguimento penale, in Italia, di queste condotte odiose".

I due deputati chiedono dunque alla presidente della Camera Laura Boldrini "di farsi parte attiva per la tempestiva calendarizzazione di questa mozione, la cui approvazione porterebbe ad una più efficace tutela dei piccoli violati o abusati". (Public Policy) RED

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