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M5s, verso cambio staff: ipotesi Messora a Bruxelles. Rischia Casalino

casalino 29 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Claudio Messora, responsabile della comunicazione del M5s al Senato, potrebbe essere 'inviato' a Bruxelles per organizzare la comunicazione del nuovo gruppo di 5 stelle eletti in Europa. Rocco Casalino (nella foto, responsabile comunicazione con i media), invece, "lo mandiamo a casa. Definitivamente".

È quanto riferiscono a Public Policy fonti interne al Movimento, che dopo il risultato delle elezioni europee si prepara al "cambio di rotta" sul fronte comunicazione. A quanto si apprende, infatti, al Senato (dove si sono verificati molti problemi sul fronte comunicazione e non solo) Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio pensano ad alcuni cambiamenti.

"C'è una riflessione tra Roma e Milano - spiega una fonte - Messora se ne va a lavorare per il gruppo di Bruxelles. Hanno trovato un modo per toglierselo dai piedi". Ma non è dato per certo - spiega - "anche sarà ancora a capo dell'ufficio stampa, probabilmente la guida della comunicazione europea sarà affidata a qualcun altro". A spingere per il passaggio di testimone molti senatori, ma anche deputati 5 stelle: "Ormai si sa - dice una deputata - il problema principale del gruppo è al Senato, dove la comunicazione è stata gestita molto male. E non c'è stato controllo sui senatori, che hanno parlato alla stampa quando e come volevano".

Domani - riferiscono dal Movimento - nella riunione del gruppo a Palazzo Madama si parlerà anche di questo, oltre che del risultato delle elezioni europee. Secondo quanto riferito, però, la decisione di spostare Messora e sostituire Casalino "non è legata al fattore elezioni, è un'ipotesi che circola da un po'" e che "Grillo e Casaleggio avevano intenzione di prendere". "L'aria che tira è questa - spiegano dallo staff del Senato - non si sa però se sarà solo uno, solo l'altro o entrambi. Il punto debole rimane il Senato, quindi sicuramente cambierà qualcosa".

Il nodo comunicazione però non riguarda solo il Senato. Questa sera si vedranno alla Camera i deputati 5 stelle; la riunione è stata convocata per le 18,30 circa: al primo punto dell'odg - si legge nella convocazione - "gestione ballottaggi (mezz'ora)", seguiranno per un'ora e mezza le "considerazioni post voto" e per 30 minuti i deputati parleranno "dell'ostruzionismo al decreto Scuola".

Ma non possiamo escludere - spiegano alcuni deputati - "che durante la discussione sulle europee qualcuno non tiri fuori il tema 'comunicazione', che in questi ultimi tre giorni è diventato il capro espiatorio del risultato elettorale". La prima cosa da fare - spiega un deputato, tra coloro più vicini a Grillo - "è cambiare lo staff comunicazione". A quanto riferiscono altre fonti del Movimento, però, alla Camera il posto di Nicola Biondo, responsabile comunicazione, "non è a rischio".

"Bisogna evitare - dice un'esponente 5 stelle - che si riaccendano i toni e che soprattutto riaccada quello che è successo nei giorni scorsi con la email di Brescia, non possono dirci cosa possiamo o non possiamo dire ai giornali". In una email inviata al gruppo alla Camera dal capogruppo Giuseppe Brescia, infatti, esplicito è l'invito per i deputati di non commentare i risultati del voto e di mantenere un basso profilo con la televisione.

"Si invita - si legge nella email - a non accettare alcuna 'ospitata' in trasmissioni televisive, neanche nelle tv locali; non commentare (né social, né interviste) alcun dato, in particolare affluenza, exit poll, instant poll". "Nessuno vuole tappare la bocca a nessuno o imporre silenzi stampa - si legge ancora nella email - solo rendiamoci conto che se ognuno dichiara ai giornali o scrive su Facebook le proprie impressioni/reazioni rischiamo di contraddirci l'un l'altro".

Nella email inviata al gruppo, criticata da molti 5 stelle, ci sono indicazioni su come rispondere alla stampa in caso di "persecuzione giornalistica". "I nostri della comunicazione - si legge ancora nella email inviata da Brescia - suggeriscono delle 'exit strategy' alle domande che potrebbero rivolgerci i giornalisti, del tipo: 'Preferiamo aspettare i risultati definitivi prima di fare i nostri commenti' (formula base), con variazioni del tipo: noi del M5s siamo abituati a ragionare su dati certi. Come in Parlamento ci basiamo sugli atti parlamentari e non su annunci o ipotesi, anche adesso ci baseremo sui risultati definitivi per fare le valutazioni del caso".

E ancora, tra i suggerimenti dello staff: "Per noi è importante un'informazione corretta. E l'informazione corretta si fa su dati certi, non su ipotesi che possono rivelarsi approssimative o errate; noi apprezziamo un tipo di informazione e di giornalismo ragionato, che si basa sulle notizie reali e non su ipotesi di notizie. E non appena ci saranno notizie certe, le commenteremo approfonditamente".

Indicazioni che in molti non hanno rispettato (e nemmeno apprezzato), interrompendo il silenzio stampa con commenti su Facebook e Twitter. In queste ore, molti parlamentari 5 stelle si interrogano se non sia stata la strategia comunicativa, fino a ora messa in campo, ad aver "azzoppato" il voto delle europee. Certo è, dicono in molti, che "non possiamo accusare solo gli staff comunicazione. Grillo infatti ha detto e scritto di tutto, offuscando di fatto i contenuti e le proposte del Movimento".

Infine, nella email sul 'post votazioni' le ultime indicazioni riguardano il commento 'sul calo di affluenza': "Ecco un paio di possibili vie di fuga: Ci stupiamo che la gente veda l'Europa come un'entità astratta e lontana e non vada a votare? Hanno calato l'Euro dall'alto senza avere adeguatamente informato i cittadini, ci hanno fatto assistere alla tragedia della Grecia, ci hanno imposto l'austerity. Per fortuna il M5s ha riportato la gente in massa nelle piazze, ha fatto riavvicinare i cittadini alla politica, altrimenti l'astensionismo probabilmente sarebbe stato ancora più alto!".

"Certo - commenta un senatore M5s - con uno staff comunicazione così non andiamo da nessuna parte".

LA REPLICA DI CASALINO A PUBLIC POLICY "Sono assunto dal Movimento 5 stelle Senato con un contratto che scade a fine legislatura. La comunicazione è gestita da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, quindi un'eventuale ipotesi come questa, che a me risulta campata in aria, spetterebbe a loro, all'assemblea o al capogruppo. Non mi risulta che nessuno di questi lo voglia. Ho il timore che ci sia qualche senatore o deputato che si è lasciato andare con dichiarazioni anonime". (Public Policy)

SOR

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