Cari giornalisti, l’abolizione dell’Odg è sul tavolo del Governo

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ROMA (Public Policy) – “L’abolizione dell’Ordine dei giornalisti è un tema all’ordine del giorno del Governo. La legislazione italiana prevede già strumenti adeguati per disciplinare le categorie professionali per cui non esiste un albo, cioè la legge per le professioni non regolamentate. Il sistema sarebbe più libero, efficiente e si ridurrebero precariato e discoccupazione, aprendo nuovi scenari che si possono adottare con piu flessibilità al mondo dell’informazione che cambia radicalmente e velocemente”. Lo ha detto il sottosegretario all’Editoria, Vito Crimi, rispondendo in commissione Cultura alla Camera a un’ interrogazione sull’editoria.

“Non ho mai detto che le funzioni dell’Ordine dei giornalisti possano essere svolte da social media manager”, ma “ritengo che l’avvento di un nuovo modo di comunicare pressupone la definizione di nuovi modelli professionali. Limitarsi a definire i giornalisti in quanto iscritti all’Ordine come unici tenutari della capacità di fare informazione di qualità – ha aggiunto – è anacronistico. Vuol dire non vedere il mondo che cambia. L’Ordine come oggi è strutturato si è rilevato inefficiente e indaguato ai cambiamenti e alla dinamicità tipici di una professione in continua e rapida evoluzione. Le uniche modifiche effettuate sono state rivolte esclusivamente a ridefinire la governance, peraltro con risultati non soddisfacenti”.

Per Crimi “è diventato sempre più necessario liberare energie che rafforzino i principi costituzionali di garanzia democratica e per farlo riteniamo sia sempre più necessario adeguare l’Italia alla maggior parte dei Paesi del mondo dove la  figura professionale del giornalista è libera da ordini e condizionamenti”. (Public Policy) FRA