Dall’Abruzzo uno scenario politico rimodulato: che succede adesso

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di Lorenzo Castellani

ROMA (Public Policy) – Le elezioni regionali dell’Abruzzo consegnano uno scenario politico rimodulato. In primo luogo per la crescita dei voti della Lega in una regione del centro-sud che premia la strategia di Salvini volta ad aumentare il consenso nell’Italia meridionale. In secondo luogo perché si registra una battuta d’arresto per il Movimento 5 stelle il cui dato è inferiore di molto alle scorse elezioni politiche e, di poco, rispetto alle scorse regionali. Da ultimo, il centrosinistra è giunto secondo con una formula inedita che vede il Pd molto penalizzato (11,2%) ma una coalizione decisamente rafforzata dalle liste civiche. Questo scenario influenzerà sia il Governo che l’opposizione.

Nel Governo aumenteranno le tensioni tra i due partiti della coalizione. Il Movimento 5 stelle, sia nei sondaggi che sul territorio, sta subendo una piccola emorragia di voti e si troverà a dover difendere più energicamente le proprie priorità programmatiche. Le frizioni con la Lega potrebbero aumentare sul fronte della Tav, sulle questioni relative alla giustizia e sulle politiche economiche. Il gioco sottile sarà quello di cercare di ottenere più concessioni dall’alleato senza mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’Esecutivo. Il rischio per il Movimento 5 stelle è sempre più quello di una lacerazione interna tra l’anima governativa, più incline al compromesso, e quella movimentista, che vorrebbe tornare al radicalismo delle origini. E, di conseguenza, di una ulteriore discesa elettorale a causa della contraddittorietà dei messaggi.

Al contrario Salvini si trova in una posizione ben più agevole. Può mietere nuovi successi, il prossimo potrebbe essere la vittoria al voto regionale della Sardegna, e al tempo stesso continuare ad implementare la propria agenda politica sul piano della sicurezza, del contrasto all’immigrazione e dell’espansione dell’autonomia regionale. Per la Lega il rischio vero rimane l’economia, poiché il Paese è entrato in recessione tecnica, la disoccupazione resta elevata e la linea law and order, fino ad oggi efficacissima, non potrà dare buoni frutti elettorali per sempre. Sul piano delle riforme economiche, infatti, dal reddito di cittadinanza al mercato del lavoro alla riforma fiscale, non mancano i contrasti con l’alleato pentastellato. In vista di una possibile manovra correttiva a giugno e di una nuova legge di Bilancio Salvini potrebbe essere costretto ad effettuare compromessi a ribasso per tenere in piedi il Governo. E’ pur vero che se le elezioni europee dovessero confermare quanto si è intravisto in Abruzzo la posizione leghista ne uscirebbe ulteriormente rafforzata e, a quel punto, il Governo potrebbe essere rimodulato (rimpasto) e la resistenza del Movimento 5 stelle sulle riforme economiche potrebbe diminuire. L’inerzia sembra, dunque, dalla parte della Lega.

Inoltre, il leader leghista è aiutato anche dalle divisioni interne al Movimento. Qualsiasi mossa anticipata del Caroccio, infatti, sembra suscitare divisioni e malumori nell’alleato. Vale per la Tav, per la posizione italiana sul Venezuela, per i rapporti con la Francia e con l’Unione europea. Tuttavia, un punto di equilibrio su questo piano esiste ed è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che è stato abile negli ultimi mesi nel ritagliarsi il ruolo di “saldatore” tra le due forze politiche, a discapito dei riottosi del Movimento come Alessandro Di Battista e Roberto Fico.

Il voto abruzzese fornisce indizi sul futuro anche all’opposizione. Per il Partito democratico si rende evidente ed urgente la necessità di un rebranding e di ripensare come articolare le alleanze nel centrosinistra. E’ evidente che il modello renziano, che immaginava un Pd a tendenza maggioritaria o comunque con un ruolo centripeto, sia giunto definitivamente al capolinea. In vista delle europee i maggiorenti del partito, e la nuova segreteria, dovranno scegliere se proseguire con il simbolo del Pd o se aderire ad iniziative più trasversali e innovative come quelle proposte dell’ex ministro Calenda. Mentre nelle future competizioni locali e nazionali la coalizione con una vasta pluralità di soggetti potrebbe tornare di gran moda.

Sul fronte del centrodestra si è palesata la necessità della coalizione per vincere qualsiasi genere di elezione, pur se i rapporti di forza si sono ribaltati. Forza Italia dovrà rassegnarsi a non essere più il perno dell’alleanza di centrodestra e, con Fratelli d’Italia, dosare il livello di opposizione a Salvini. Nessuno può permettersi di rompere i rapporti con gli alleati, pena l’impossibilità di governare in futuro. Una condizione che rafforza ulteriormente il leader leghista che a destra si ritrova una opposizione dimezzata.

Molti osservatori internazionali s’interrogano, da ultimo, sulla durata del Governo. Non c’è molto da scommettere su un voto politico prima o insieme alle elezioni europee per una serie di motivi. Il presidente Mattarella, sin dal suo insediamento, ha mostrato di preferire continuità nella durata della legislatura, una eventuale caduta del Governo di conseguenza non garantirebbe le elezioni e, inoltre, Salvini vuole continuare a perseguire la sua strategia europea di costruzione di un nuovo polo di destra sovranista che sfidi il Partito popolare europeo. Per questo motivo sarebbe difficile per il leader leghista affrontare una campagna elettorale insieme a Berlusconi, che è saldamente ancorato al Ppe.

Al Movimento 5 stelle non conviene, invece, andare al voto con sondaggi ed elezioni locali che evidenziano un calo sostanzioso e, inoltre, il reddito di cittadinanza necessita ancora di diversi mesi per essere finalizzato ed implementato completamente. Più probabile che un eventuale risultato negativo alle europee di maggio apra una competizione per la leadership del Movimento invece di una crisi di governo. E’ possibile dunque che il Governo vada avanti almeno un altro anno e dopo di che molto dipenderà dai rapporti di forza tra i due alleati e dall’efficacia dell’opposizione. Non è da escludere un rimpasto a favore della Lega ed una prosecuzione ulteriore della legislatura. (Public Policy)

@LorenzoCast89