Dal Daspo agli agenti sotto copertura: il ddl Anticorruzione

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agente provocatore giustizia

ROMA (Public Policy) – Dal Daspo per i corrotti alla nuova figura dei cosiddetti ‘pentiti delle mazzette’; dagli agenti sotto copertura alle nuove norme sulla trasparenza delle donazioni ai partiti. Questi alcuni dei punti del ddl Anticorruzione (chiamato – dai 5 stelle – “Spazzacorrotti”), approvato in prima lettura alla Camera e che ora dovrà essere esaminato dal Senato.

Durante l’esame a Montecitorio il provvedimento è stato allargato – con le proteste delle opposizioni – al tema della prescrizione, con il previsto stop dopo il 1° grado di giudizio ma a partire dal 2020. Un testo sul quale si sono scontrate le due anime della maggioranza, Movimento 5 stelle e Lega. Al punto che durante il passaggio in aula la maggioranza è andata sotto su un voto segreto che ha fatto entrare sotto l’abuso di ufficio alcune fattispecie di peculato, ammorbidendo di fatto ques’ultima fattispecie.

Un emendamento che costringerà la maggioranza a modificare il provvedimento al Senato, con l’assicurazione del Governo che il via libera definitivo arriverà comunque entro Natale.

CORRUZIONE DA ESTERO E TRA PRIVATI PERSEGUIBILE D’UFFICIO

I reati di corruzione e gli altri delitti contro la pubblica amministrazione commessi all’estero saranno perseguibili d’ufficio, e non più a querela. Prevista la procedibilità d’ufficio anche per i delitti di corruzione tra privati e di istigazione alla corruzione tra privati.

DASPO CORROTTI 

Anche in caso di condanna per reati di peculato, escluso quello d’uso; corruzione in atti giudiziari; traffico di influenze illecite viene prevista l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

ESTESA INTERDIZIONE PUBBLICI UFFICI

Prevista la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici – che passa da 5 a 7 anni rispetto agli attuale 1 anno e 5 anni – anche per i reati di corruzione impropria; corruzione propria aggravata; induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione di persona incaricata di pubblico servizio; corruzione attiva; istigazione alla corruzione; corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell’Unione europea o di Stati esteri; traffico di influenze illecite. L’interdizione viene ridotta (minimo 1 anno massimo 5 anni) in caso di collaborazione del condannato e potrà essere prevista anche per reati con pena inferiore ai 3 anni.

STOP PRESCRIZIONE DOPO 1° GRADO. MA DAL 2020

La prescrizione si congela con la sentenza di primo grado o con il decreto di condanna. Il compromesso trovato nella maggioranza ha fatto sì che la riforma entri in vigore dal 1° gennaio 2020. “Il termine della prescrizione decorre – si legge – per il reato consumato, dal giorno della consumazione; per il reato tentarto, dal giorno in cui è cessata l’attività del colpelvole; per il reato permanente o continuato, dal giorno in cui è cessata la permanenza o la consumazione”.

SOSPENSIONE CONDIZIONALE PENA

La corruzione attiva viene inserita tra i reati per i quali, per accedere alla sospensione condizionale, è necessario che il condannato paghi una somma equivalente al profitto del reato o all’ammontare di quanto indebitamente percepito. Questo obbligo viene poi esteso al pubblico ufficiale (o incaricato di pubblico servizio). Inotre la sospensione condizionale della pena per i reati di corruzione non estende gli effetti anche all’interdizione dai pubblici uffici e alla incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.

RIABILITAZIONE COMPLETA SOLO DOPO 7 ANNI 

La riabilitazione non ha effetto sulle pene accessorie perpetue. L’estinzione della pena accessoria perpetua viene prevista solo quando sia decorso un termine di almeno sette anni e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.

STRETTA SU INDEBITA PERCEZIONE EROGAZIONI A DANNO STATO

Stretta sul delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato quando l’illecito è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio con abuso della sua qualità o dei suoi poteri. In questo caso la pena della reclusione sale da uno a quattro anni (anziché da sei mesi a tre anni).

AUMENTO PENE CORRUZIONE IMPROPRIA. OK INTERCETTAZIONI

Inasprite le pene previste dal reato di corruzione impropria, che passano nei limiti minimi (da uno a tre anni di carcere) e nei massimi (da sei a otto anni), con conseguente aumento anche dei termini di prescrizione del reato. In questo modo i pm potranno ricorrere alle intercettazioni.

STRETTA SU APPROPRIAZIONE INDEBITA

Aumentate le pene per il delitto di appropriazione indebita, prevedendo la reclusione da due a cinque anni e la multa da 1.000 a 3.000 euro (attualmente, reclusione fino a tre anni e multa fino a 1.032 euro).

CUSTODIA GIUDIZIALE BENI SEQUESTRATI DA CORRUZIONE

I beni diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, oggetto di sequestro nell’ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti contro la Pa compresi tra gli articoli 314 e 320 del codice penale, possono essere affidati dall’autorità giudiziaria in custodia giudiziale, agli organi di polizia giudiziaria che ne facciano richiesta per le proprie esigenze operative.

ESTESO OBBLIGO RIPARAZIONE A PRIVATO CORRUTTORE

Esteso l’obbligo del pagamento della somma a titolo di riparazione pecuniaria anche al privato corruttore.

PENTITI CORRUZIONE

Arriva una causa speciale causa di non punibilità per alcuni delitti contro la pubblica amministrazione, in presenza di autodenuncia e collaborazione con l’autorità giudiziaria. Nel dettaglio la norma si applica a chi ha commesso i reati di corruzione impropria; corruzione propria; corruzione in atti giudiziari; induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione di persona incaricata di pubblico servizio; corruzione attiva; delitti di corruzione e di induzione indebita commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell’Unione europea o di Stati esteri; turbata libertà degli incanti; turbata libertà del procedimento di scelta del contraente; astensione dagli incanti.

Non sarà punito chi, entro quattro mesi dalla commissioone del fatto, denuncia volontariamente, fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato o fornisce indicazioni utili per individuare gli altri responsabili.

MILLANTATO CREDITO CONFLUISCE IN TRAFFICO INFLUENZE

Viene abrogato il delitto di millantato credito per essere ricompreso nella nuova formulazione del delitto di traffico di influenze illecite, che aumenta la pena della reclusione dall’attuale 1-3 anni a 1-4 anni e mezzo.

PIÙ FACILE USARE TROJAN IN INTERCETTAZIONI

Più facile l’intercettazione di comunicazioni tra presenti nelle abitazioni o in altri luoghi di privata dimora attraverso i cosiddetti trojan. Viene abrogata infatti la norma che ne limitava l’uso solo quando vi era motivo di ritenere in corso l’attività criminosa. Ok ad i trojan sui dispositivi elettronici portatili anche nei procedimenti per delitti contro la pubblica amministrazione puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

STOP BENEFICI PENITNEZIARI A CORROTTI

Alcuni delitti contro la pubblica amministrazione vengono inseriti nell’elenco di quelli che precludono l’accesso ai benefici penitenziari e alle misure alternative alla detenzione.

ARRIVANO AGENTI SOTTO COPERTURA ANCHE PER CORRUZIONE

Arrivano gli agenti sotto copertura anche per il contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione, ossia le fattispecie riconducibili alla corruzione, nonché i delitti di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

PIÙ DURE SANZIONI INTERDITTIVE CONTRO SOCIETÀ

Previsto un inasprimento delle sanzioni interdittive in caso di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, derivante dalla commissione di alcuni reati contro la pubblica amministrazione.

STOP RISERVE A CONVENZIONE ANTICORRUZIONE

Il Governo italiano non rinnoverà, alla scadenza (1° ottobre 2019), le riserve che l’Italia ha apposto alla Convenzione penale sulla corruzione, fatta a Strasburgo il 27 gennaio 1999 e ratificata dal nostro Paese con la legge n. 110 del 2012.

OBBLIGO TRASPARENZA DONAZIONI PARTITI

Arriva l’obbligo di trasparenza sulle donazioni ai partiti sopra i 500 euro, anche per le liste e per i candidati-sindaco delle elezioni amministrative nei comuni sopra i 1500 abitanti. Prevista una esenzione per le attività a contenuto non commerciale, di natura volontaria, all’organizzazione e alle iniziative di partito. I partiti e i movimenti politici non possono ricevere contributi provenienti da Governi o enti pubblici di Stati esteri, o da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero, nemmeno sottoforma di prestazioni o di altre forme di sostegno. Una società straniera ma con obblighi fiscali in Italia potrà invece elargire contributi ai partiti. Obbligo di trasparenza sulle donazioni sopra i 500 euro anche per i titolari di cariche elettive e di governo, inclusi i tesorieri dei partiti politici. Previste, in caso di violazione, sanzioni non inferiori al triplo e non superiori al quintuplo del valore dei contributi, delle prestazioni o delle altre forme di sostegno a carattere patrimoniale ricevute.

TRASPARENZA DONAZIONI ANCHE A FONDAZIONI POLITICHE

Le stesse regole di trasparenza e di rendicondazione sulle donazioni si applicano alle fondazioni, alle associazioni e ai comitati collegati ai partiti e ai movimenti politici.

CANDIDATI TRASPARENTI

In una apposita sezione chiamata “elezioni trasparenti” del sito internet a cui si riferisce la consultazione elettorale (in quello del Viminale per le elezioni nazionali ed europee) dovranno essere pubblicati, entro 7 giorni dalla data del voto, i curricula e il certificato penale dei candidati, già pubblicati sui siti internet dei partiti o dei movimenti politici. Il portale dovrà “consentire all’elettore di accedere alle informazioni ivi riportate attraverso la ricerca per circoscrizione, collegio, partito e per cognome e nome del singolo candidato”. In caso di violazione prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 12mila a 120mila euro.

DELEGA PER TESTO UNICO CONTRIBUTI PARTITI

Entro un anno dalla data di entrata in vigore del ddl il Governo viene delegato ad adottare un decreto legislativo recante un testo unico nel quale, con le sole modificazioni necessarie al coordinamento normativo, sono riunite le disposizioni della legge e le altre disposizioni legislative vigenti in materia di: contributi ai candidati alle elezioni; contributi ai partiti e ai movimenti politici; rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e referendarie; trasparenza, democraticità dei partiti e la disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore. (Public Policy) NAF-SOR