Dignità, tra maestre e industriali: oggi è il giorno del ‘lavoro’

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+++ La diretta Public Policy da Montecitorio: in abbonamento +++

ROMA (Public Policy) – Il decreto Dignità prosegue il suo iter nelle commissioni Lavoro e Finanze di Montecitorio, che oggi affronteranno il (cruciale) “pacchetto lavoro” del testo: tra le misure sul tavolo la stretta sui contratti a tempo determinato e le delocalizzazioni. Si prevedono modifiche, in particolare sulle stabilizzazioni a tempo indeterminato. Sui voucher la maggioranza sembra aver trovato un orientamento definitivo: lo strumento potrà essere utilizzato nel turismo, ma limitatamente alle strutture ricettive (quindi solo alberghi, non i ristoranti).

Nella giornata di ieri via libera all’emendamento salva maestre diplomate: la modifica, presentata dai relatori Giulio Centemero (Lega) e Davide Tripiedi (M5s), prevede che il ministero dell’Istruzione potrà bandire un concorso per la scuola dell’infanzia e per la primaria, sia per i posti comuni (anche di potenziamento) che si sostegno. La nuova selezione sarà aperta anche ai diplomati magistrali ante 2001/2002 e ai laureati in scienze della formazione primaria ma che hanno almeno due anni di servizio, anche non continuativo, negli ultimi otto. La selezione, oltre a salvaguardare i diplomati magistrali (molti dei quali colpiti dalla sentenza plenaria del Consiglio di Stato), sarà aperta ai laureati in scienze della formazione primaria o un “titolo analogo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia”.

Nella maggioranza, in particolare per quanto riguarda la Lega, è da valutare la protesta degli industriali veneti, durissimi contro il decreto. “Il Governo ci rovina” hanno tuonato, attaccando Di Maio (“Non ha mai lavorato in vita sua”) e lamentandosi dell’atteggiamento leghista (“Ci ignora per un barcone in meno”). Quanto sarà sensibile il Carroccio ai malumori di una parte non indifferente del Nord? “A fine percorso vedremo chi avrà avuto torto e chi ragione” ha provato a rassicurare Salvini. Ma le perplessità leghiste su alcune scelte del Movimento 5 stelle sono evidenti, e vedremo se prima dell’approdo in aula (previsto per lunedì) ci saranno smussature su alcuni aspetti giudicati controversi. (Public Policy) PAM