di Giuseppe Pastore
ROMA (Public Policy) – L’ottavo decreto sull’ex Ilva varato dal Governo Meloni (il diciannovesimo della storia) incassa mercoledì il primo via libera in Senato mentre prosegue la trattativa con il fondo statunitense Flacks group per la cessione degli impianti.
Una cessione subordinata però a una condizione: mantenere gli impianti attivi. Per questo, il decreto che adesso si appresta ad essere approvato in via definitiva dalla Camera ha dovuto reperire nuove risorse per garantire la continuità produttiva. Così, ai 108 milioni residui del prestito ponte dello scorso anno si somma la possibilità di richiedere un finanziamento fino a 149 milioni.
È una delle pochissime novità introdotte nel corso dell’esame in commissione Industria a Palazzo Madama mentre sul dossier si stratificano vicende che complicano un quadro generale già abbastanza intricato: dalla richiesta dei commissari di un risarcimento di 7 miliardi a Arcelor Mittal fino alla morte di un dipendente nello stabilimento di Taranto che torna a interrogare il Governo sulle politiche per la sicurezza sul lavoro.
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