Il destino (adesso molto chiaro) del dlgs Carceri: stop alla riforma

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aggiornamento 13 luglio: 

ROMA (Pubic Policy) – Dopo lo stop del Senato, anche la commissione Giustizia alla Camera dà parere contrario alla riforma delle carceri. Come anticipato ieri da Public Policy, i senatori hanno espresso un parere ‘secco’ senza condizioni dichiarandosi contrari al provvedimento. Stessa cosa è successa oggi in II commissione, in cui è stato approvato il parere negativo presentato dalla relatrice M5s e presidente Giulia Sarti.

LA GIORNATA DI IERI

Nella seduta di martedì mattina, in commissione Giustizia alla Camera, l’esame della riforma delle Carceri era stato congelato in attesa che il Governo e la relatrice Sarti – che è anche presidente di commissione – si riunissero prima della stesura definitiva del parere.

Parte del confronto in corso, a quanto si apprende, riguardava il capo III del dlgs che contiene diverse norme sull’eliminazione degli automatismi e le preclusioni nel trattamento penitenziario. Nel dettaglio, i temi in ballo erano i casi di divieto di concessione dei benefici, il lavoro all’esterno, i permessi premio (anche ai recidivi), gli arresti domiciliari, l’affidamento in prova, la semilibertà, la concessione e la revoca delle misure alternative, la libertà condizionata e i controlli.

Durante la penultima seduta della commissione, della scorsa settimana, era stato il sottosegretario Vittorio Ferraresi ad entrare nel merito della questione. “La responsabilità di un’eventuale non adozione del decreto in questione e dei provvedimenti correlati, la quale vanificherebbe l’immenso lavoro svolto sia in commissione che in assemblea nonché da parte degli stati generali – ha detto intervenendo in commissione – ricadrebbe inevitabilmente sul Governo precedente, che ha presentato gli atti in questione sostanzialmente a Camere già sciolte”.

Secondo l’esponente M5s, infatti, “se l’allora Governo avesse davvero avuto a cuore tale riforma, sarebbe stato più solerte nella sua azione“. Ha poi precisato, però, “che, se l’attuale maggioranza, che ha sempre espresso con grande chiarezza in qualità di opposizione i suoi orientamenti in tema di giustizia, avesse voluto calpestare le prerogative del Parlamento, non avrebbe consentito allo stesso di esprimere il parere parlamentare oltre il termine prescritto, e comunque entro il 15 luglio prossimo”.

IL NO DEL SENATO

Al Senato le idee sono state fin da subito un po’ più chiare (o semplicemente i senatori sono stati più ‘decisi’): nel pomeriggio di mercoledì i senatori di maggioranza hanno infatti approvato il parere proposto dal relatore Mario Giarrusso (M5s) che dà un giudizio “secco” sul provvedimento a firma del precedente Esecutivo, ovvero “parere contrario”.

La motivazione del parere è tutta in questo paragrafo: il precedente Governo – si legge nel parere – “ha ritenuto di non adeguarsi alle numerose e gravi condizioni che erano state poste nel parere della commissione Giustizia di Palazzo Madama, se non per alcuni, limitati e minori profili”.

Sul futuro del provvedimento, il Governo – ha spiegato a Public Policy il sottosegretario Ferraresi – “valuterà se esercitare parzialmente la delega o meno”. Tra le ipotesi, infatti, quella di non approvare in via definitiva il dlgs.

LE PAROLE DEL MINISTRO

Sempre mercoledì, ma in mattinata, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva illustrato al Senato le sue linee programmatiche, parlando anche del dlgs Carceri: le riforme lasciate in sospeso dal Governo Gentiloni e dall’ex ministro Andrea Orlando, in particolare sulle carceri, sono “interventi pensati da altri, distanti dalle idee che hanno ispirato il programma del Governo del cambiamento, e che tuttavia ho scelto di non respingere pregiudizialmente, preferendo la più faticosa strada di un approccio pragmatico, legato ai temi, cercando di immaginare, dove possibile, soluzioni utili per i cittadini e per la giustizia italiana”.

“In questo senso ritengo di aver tracciato una discontinuità nel metodo. E da qui intendo partire, con determinazione, per proporre una altrettanto decisa discontinuità nei contenuti che caratterizzeranno, nell’immediato, i prossimi mesi di attività”. (Public Policy) SOR-GAV