ROMA (Public Policy) – Arriva il primo via libera parlamentare al dl Transizione 5.0 e aree idonee. L’aula del Senato ha approvato giovedì il provvedimento, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia, con 88 voti favorevoli e 58 voti contrari.
Il decreto, varato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 20 novembre, passa ora alla Camera per il via libera definitivo, che deve arrivare entro il 20 gennaio.
Nel corso dell’esame in commissione Ambiente a palazzo Madama, le proposte di modifica approvate non sono state molte e hanno riguardato quasi esclusivamente l’articolo 2 del provvedimento, relativo all’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.
Spicca invece un emendamento – approvato – del Governo che si discosta dalle materie specifiche del decreto, intervenendo sulla disciplina del Golden power.
Ma vediamo quali sono state le principali modifiche apportate al decreto nel corso dell’iter in commissione.
SU AREE IDONEE PREVISTA DISCIPLINA TRANSITORIA PER PROCEDURE GIÀ IN CORSO
Con una riformulazione approvata in 8a si prevede che le disposizioni contenute nel decreto in materia di individuazione di aree idonee all’installazione di impianti fer su terraferma e di regimi amministrativi semplificati per gli impianti nelle aree idonee “non si applicano alle procedure in corso alla data di entrata in vigore del decreto, le quali continuano a svolgersi ai sensi della disciplina previgente”.
Nella riformulazione viene specificato che per procedure in corso si intendono “quelle abilitative o autorizzatorie, ivi comprese quelle di valutazione ambientale, per le quali la verifica di completezza della documentazione presentata a corredo del progetto risulti compiuta alla data di entrata in vigore del presente decreto”.
continua – in abbonamento
GIS
(foto cc Palazzo Chigi)





