Efficienza energetica, ultimi giorni di negoziati a Bruxelles: il punto

0

BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – Ultimi giorni di negoziati, tra il relatore Niels Fuglsang (S&D) e i relatori ombra, sugli emendamenti di compromesso alla revisione della direttiva sull’efficienza energetica, prima dell’ultimo shadow meeting – l’incontro negoziale tra relatori – previsto martedì 28 giugno. Il voto in commissione Industria ed energia (Itre) è infatti previsto per il 13/14 luglio. Il provvedimento fa parte del Pacchetto clima, il cosiddetto Fit for 55.

A quanto apprende Policy Europe da fonti parlamentari il target di efficienza energetica da raggiungere a livello Ue non dovrebbe muoversi dal 13% rispetto al 2020, come già previsto dalle ultime bozze di compromesso e come previsto anche dal piano RePowerEu della Commissione Ue per uscire dalla dipendenza del gas russo (attualmente la proposta della Commissione prevede un target al 9%). Rispetto all’anno utilizzato come punto di riferimento per calcolare il target, alcuni relatori ombra starebbero spingendo per portare l’anno di paragone al 2007, aumentando di conseguenza il target in termini percentuali, in modo da tenere conto della progressi raggiunti in questi anni dagli Stati membri.

In questi ultimi giorni i nodi ancora da sciogliere riguarderebbero però altre parti del testo. In primo luogo i target di risparmio energetico nazionali contenuti all’articolo 8: i relatori ancora non avrebbero raggiunto un accordo rispetto alla possibilità di conteggiare i risparmi ottenuti attraverso l’uso di combustibili fossili – come il gas – o di combustibili ibdridi. Il punto di caduta – a quanto si apprende – potrebbe essere trovato concedendo agli Stati membri un periodo di transizione.

Un’altra questione aperta riguarda l’articolo 24, sull’entrata in vigore dei criteri di sostenibilità degli impianti di teleriscaldamento e di teleraffredamento. Anche in questo caso il punto di caduta potrebbe essere trovato in una entrata in vigore progressiva. Altro punto riguarda l’articolo 11, sulle soglie in termini di consumo di energia sopra il quale le imprese dovranno rispettare l’obbligo di sottoporsi a degli audit energetici.

Tra le questioni che – a quanto si apprende – dovrebbero essere invece chiuse c’è quella del rispetto del target di efficientamento energetico per gli edifici storici, di pregio architettonico, di culto e delle forze armate. In questi casi gli Stati membri – secondo l’accordo trovato tra i relatori in commissione Itre – potrebbero decidere di usare criteri meno stringenti per il raggiungimento del target di efficienza.

Infine – a quanto si apprende – un altro emendamento di compromesso dovrebbe aggiungere un articolo riguardante i centri dati, strutture che sono particolarmente energivore. L’emendamento prevederebbe un obbligo di monitoraggio dell’uso di energia con la facoltà da parte della Commissione Ue di adottare un atto delegato sui criteri di sostenibilità per i centri dati. (Public Policy / Policy Europe) NAF