Ex Ilva, rider, end of waste: tutte le norme del Salva imprese

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Tutele per i rider, norme sull’end of waste, novità sui tavoli di crisi di impresa al Mise. Sono molte le modifiche intervenute in Senato al dl Salva imprese, atteso ora all’esame della Camera. Un iter, quello a Montecitorio, che si annuncia serrato, vista la scadenza fissata al 3 novembre, e ‘blindato’, quindi senza modifiche. Ma a fare notizia è stato anche ciò che dal dl è stato cancellato, come l’immunità penale ad Arcelor Mittal per la realizzazione del Piano ambientale per gli impianti ex Ilva.

Ma vediamo i dettagli:

TUTELE A RIDER

Allargati i diritti dei rider ampliando le tutele del contratto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione ‘prevalentemente’ personali, e non più ‘esclusivamente’ personali. La modifica interviene su uno dei dlgs attuativi del Jobs act e, in combinato disposto con l’allargamento dell’applicazione ai lavoratori delle piattaforme digitali, amplia la platea di riferimento. Ai riders, quindi, saranno riconosciuti tutela previdenziale e assicurativa, malattia, congedi parentali, etc.

Stabilito, poi, anche l’obbligo di contratto scritto, oltre a quello di ricevere informazioni utili su tutele, diritti e sicurezza. Sul compenso, invece, arriva lo stop al cottimo, ma solo tra un anno. Il provvedimento licenziato dal Governo stabiliva che il compenso per i ciclofattorini “può essere determinato in base alle consegne effettuate purché in misura non prevalente”. Fattispecie cancellata in Senato. Si stabilisce, invece, che siano i contratti collettivi a definire i criteri di determinazione del compenso complessivo, tenendo conto delle modalità di svolgimento della prestazione e dell’organizzazione del committente. Qualora non ci fosse il Ccnl, i riders non potranno comunque essere retribuiti sulla base delle consegne effettuate. Inoltre, si è prevista una garanzia di compenso minimo orario sulla base dei minimi tabellari stabiliti dagli stessi contratti collettivi nazionali di settori affini o equivalenti. La norma, però, entra in vigore solo dopo 12 mesi dalla legge di conversione del dl.

Inoltre, c’è anche un’indennità integrativa per il lavoro notturno, festivo o in condizioni meteo sfavorevoli. Questa non deve essere inferiore al 10%. Novità anche sull’algoritmo che genera il ranking reputazionale dei rider, assegnando loro un ordine di preferenza nell’affidamento delle consegne. In questo caso, si stabilisce il divieto di escludere dalla piattaforma o ridurre occasioni di lavoro per i fattorini che non accettano alcune consegne.

E ancora, si prevede la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Questa sarà parametrata al tasso di rischio dell’attività svolta. Per il calcolo del premio assicurativo, si assume come retribuzione imponibile quella convenzionale giornaliera di importo corrispondente alla misura del limite minimo di retribuzione giornaliera in vigore per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale, rapportata ai giorni di effettiva attività e, soprattutto, parametrate al numero delle ore effettivamente lavorate. La copertura assicurativa scatterà, però, dopo 90 giorni dall’entrate in vigore della legge di conversione del dl. Infine, la norma prevede anche l’istituzione di un osservatorio al ministero del Lavoro che monitori le nuove norme. Al tavolo ci saranno gli stessi riders, le imprese, l’Inps e l’Inail.

VIA SCUDO PENALE AD ARCELOR MITTAL SU EX ILVA

Stralciata la norma sull’immunità penale ad Arcelor Mittal per la realizzazione del Piano ambientale degli impianti ex Ilva. La norma contenuta nel dl Salva imprese, nello specifico, escludeva la responsabilità penale e amministrativa dell’affittuario o acquirente (quindi di Arcelor Mittal) dell’Ilva di Taranto in relazione alle condotte poste in essere in attuazione del Piano ambientale. Sul punto è intervenuto anche un odg a firma Pd-Iv con il quale si chiede, tra l’altro, di “garantire, in tempi rapidi e mediante ogni azione opportuna a tali fini, la permanenza dell’attività produttiva del complesso siderurgico dell’ex Ilva di Taranto, garantendo altresì, per questa via, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e di quelli legati all’indotto”. Inoltre, impegna “l’adozione, nel quadro generale anche comunitario di ristrutturazione dei processi industriali, di modalità produttive orientate ad una progressiva decarbonizzazione dell’impianto”.

PRECARI ANPAL

Via libera alla norma per la stabilizzazione dei precari Anpal. Si prevede che l’Agenzia per le politiche attive può procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di tutto il personale che ha prestato servizio con contratto a tempo determinato e può, inoltre, nel triennio 2019 -2021, bandire specifiche procedure concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato per il personale che abbia maturato entro il 1° gennaio 2019 specifiche esperienze professionali presso la stessa Anpal servizi e Italia lavoro con contratto di collaborazione. Per la misura sono necessari 4,6 milioni, a valere su risorse della stessa Anpal.

END OF WASTE, OK REINTRODUZIONE ‘CASO PER CASO’ MA CON PIÙ CONTROLLI

Via libera alle novità sull’End of waste per reintrodurre le autorizzazioni ‘caso per caso’ ma con maggiori controlli. La norma punta a superare lo stallo generato dopo l’approvazione della legge Sblocca cantieri, prevedendo diversi step per stabilire quando un rifiuto cessa di essere considerato tale.

In primo luogo si stabilisce l’adozione dei criteri sulla base dei quali stabilire quando un rifiuto cessa di essere considerato tale, richiamandosi espressamente all’ultima direttiva quadro sui rifiuti. Questi criteri dovranno includere: materiali di rifiuto in entrata ammissibili ai fini dell’operazione di recupero; processi e tecniche di trattamento consentiti; criteri di qualità per i materiali di cui è cessata la qualifica di rifiuto ottenuti dall’operazione di recupero in linea con le norme di prodotto applicabili, compresi i valori limite per le sostanze inquinanti, se necessario; requisiti affinché i sistemi di gestione dimostrino il rispetto dei criteri relativi alla cessazione della qualifica di rifiuto, compresi il controllo della qualità, l’automonitoraggio e l’accreditamento, se del caso; un requisito relativo alla dichiarazione di conformità.

In mancanza dell’adozione di questi criteri entrano in gioco i criteri nazionali attualmente vigenti (il dm Mattm del 1998 ed i regolamenti del 2002 e del 2005). Nel frattempo le autorità competenti, quindi le Regioni, potranno continuare a rilasciare autorizzazioni caso per caso ma con un controllo maggiore da parte dell’Ispra o delle Arpa competenti (e eventualmente del Mattm) che una volta all’anno dovranno inviare un report al ministero sui controlli effettuati. Si stabilisce, inoltre, in modo dettagliato le procedure di controllo sulle richieste di autorizzazioni che dovrebbero concludersi massimo entro 135 giorni. Le autorità competenti potranno disporre anche la revoca della autorizzazione e, in caso di inadempienza, il Mattm potrà sostituirle con un commissario.

Per assicurare lo svolgimento delle attività istruttorie vengono stanziati 200mila euro all’anno dal 2020 al 2024 per la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc al ministero dell’Ambiente. L’emendamento istituisce anche un registro nazionale delle autorizzazioni rilasciate. Entro 180 giorni i titolari di autorizzazioni rilasciate successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa dovranno richiederne l’aggiornamento sulla base delle nuove disposizioni. Le autorizzazioni in essere o quelle in fase di rinnovo vengono invece fatte salve ma saranno rinnovate sulla base dei nuovi criteri.

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@fraciaraffo