Governo sotto in commissione, Radio Radicale (per ora) è salva

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radio radicale vito crimi

ROMA (Public Policy) – “Il Governo va sotto in commissione. Per ora Radio Radicale è salva. Abbiamo fatto il nostro compito di opposizione seria e responsabile. La maggioranza esce a pezzi da questa vicenda”. Così, in un tweet, il deputato Pd Enrico Borghi.

A quanto si apprende, durante l’esame del dl Crescita nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera la maggioranza si è divisa su un emendamento Pd che stanzia altri 3 milioni per il 2019 a Radio Radicale. La deputata Pd Silvia Fregolent fa sapere che a votare con tutte le opposizioni per l’approvazione dell’emendamento è stata la Lega. Contrari i 5 stelle.

Nel dettaglio l’emendamento, a firma Filippo Sensi e Roberto Giachetti, approvato con riformulazione, prevede uno stanziamento di 3 milioni per il 2019 per “favorire la conversione digitale e la conservazione degli archivi multimediali” di Radio Radicale. Lo stesso emendamento stabilisce anche che Radio Radicale mantiene il diritto all’intero contributo per l’editoria previsto dalle legge 250 del 1990 e dalla legge 278 del 1991 “anche in presenza di riparto percentuale tra gli altri aventi diritto”.

Inoltre viene previsto uno lieve slittamento, dal 1° gennaio 2020 al 31 gennaio 2020, della data dopo la quale verrà abrogata la legge sul contributo alle imprese radiofoniche che svolgono attività di informazione di interesse generale.

COME L’HANNO PRESA I 5 STELLE

“Su Radio Radicale la soluzione più equa era di finanziare la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, fino ad una spesa massima di 1 milione di euro nel triennio, vincolandoli ad un uso pubblico. L’emendamento proposto dalle opposizioni ha disposto invece di erogare altri 3 milioni di euro nel solo 2019 ad una radio che ne riceverà già 9 quest’anno. Una scelta a cui hanno aderito tutti i partiti, compresa la Lega, e che ci ha trovato fortemente contrari“. Lo dichiarano in una nota i deputati M5s delle commissioni Bilancio e Finanze.

Poco dopo su Fb è intervenuto Luigi Di Maio in persona: “Oggi la maggioranza di Governo si è spaccata, per la prima volta. È stato così, è inutile nasconderlo. Si è spaccata su una proposta presentata dai renziani del Pd che prevede di regalare altri 3 milioni di euro di soldi pubblici, soldi delle vostre tasse, a Radio Radicale. La Lega ha votato a favore (insieme a Forza Italia), con mia grande sorpresa. Il MoVimento 5 Stelle ha ovviamente votato contro!”, ha scritto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“Negli anni – aggiunge Di Maio – sono stati dati circa 250 milioni di euro di soldi pubblici a Radio Radicale, che è una radio privata. Eppure, non si sa come, Radio Radicale oggi dice che gliene servono altri. In questi casi chi fa politica dovrebbe farsi alcune domande: dove sono finiti questi 250milioni? Che ci hanno fatto? Perché sono stati dati tutti questi soldi a un’azienda privata? E invece no. Invece siamo arrivati al paradosso secondo cui, dopo aver stanziato nuovamente per il 2019 ben 9 milioni di euro (già questo per noi è assurdo), oggi il Pd ne ha persino chiesti altri 3 (4 milioni anche per il 2020). E tutti i partiti, compresa la Lega, gli hanno detto di sì, hanno votato per regalare altri soldi delle vostre tasse a una radio privata”.

Secondo noi è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini. Sono franco: dovrà spiegare perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd! Dopo di che si va avanti, perché siamo persone serie, ma è giusto che i cittadini sappiano che questo regalo a Radio Radicale è contenuto nel decreto Crescita”.

“In questo decreto – spiega il vicepremier – noi abbiamo previsto: circa 2 miliardi per le imprese; la riduzione progressiva dell’Ires per le aziende e deducibilità dell’Imu sui capannoni (fino al 70%); incentivi fiscali per i ricercatori e i lavoratori che rientrano dall’estero; agevolazioni per i condomini che sceglieranno di riqualificare dal punto di vista energetico il loro edificio”.

E poi, cari cittadini, troverete anche 3 milioni di euro in più delle vostre tasse donati a Radio Radicale, una radio privata che ospita giornalisti con stipendi da capogiro di anche 100mila euro l’anno. Tutti pagati con i vostri e i nostri soldi, da sempre. Il Movimento 5 Stelle avrebbe voluto mettere fine a questa indecenza. I partiti si sono messi di traverso”.(Public Policy) NAF-GIL