Industrial Act, l’Ue prova a rispondere alla Cina sulle materie prime

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – Le imprese di Paesi terzi che immettono nel mercato unico una serie di prodotti, e che nel loro Paese di origine sono soggette a misure restrittive alle materie prime critiche o ai prodotti che contengono materie prime critiche, come la Cina, potranno essere soggette ad un obbligo di deposito nell’Unione europea. Lo prevede la bozza di Indutrial Accelerator Act, che dovrebbe essere presentato – dopo vari slittamenti – il prossimo 25 febbraio dalla Commissione Ue e di cui Public Policy Europe ha preso visione.

I prodotti che ricadranno nell’ambito di applicazione di questa disposizione sono contenuti in un allegato, non presente nella bozza presa in visione. Sarà la Commissione a decidere, tramite un atto di esecuzione, se l’impresa estera dovrà essere soggetta all’obbligo di depositare presso un centro di stoccaggio una determinata quantità di tali materie prime critiche. L’obbligo scatta in caso di carenza di materie prime critiche o di minaccia di carenza, dovuta, in tutto o in parte, alle restrizioni all’esportazione o ad altre misure applicate da un Paese terzo. Anche in questo caso un allegato elenca le materie prime critiche che ricadranno nell’applicazione della misura.

Gli Stati membri potranno quindi istituire centri di stoccaggio allo scopo di ricevere, immagazzinare e distribuire le materie prime critiche depositate dalle imprese di paesi terzi. La Commissione, attraverso un atto di esecuzione, stabilirà norme dettagliate relative al rilascio e alla distribuzione delle scorte di materie prime critiche alle imprese stabilite nell’Unione.

La bozza prevede anche delle sanzioni. Le autorità competenti degli Stati membri possono infliggere alle imprese o alle associazioni di imprese ammende non superiori all’1% del fatturato totale dell’impresa o dell’associazione di imprese qualora, intenzionalmente o per negligenza, non rispettino l’obbligo di deposito, forniscano informazioni inesatte o fuorvianti o non trasmettano le inforazioni entro il termine prescritto.

Gli Stati membri vengono incoraggiati ad adottare misure adeguate per garantire che i rottami metallici e le altre materie prime secondarie generati nel loro territorio, in particolare rottami di acciaio, alluminio e rame e massa nera, “siano, ove economicamente sostenibile, resi disponibili in primo luogo per il recupero, il riciclaggio o il riutilizzo all’interno dell’Unione, dando priorità agli impianti industriali e ai progetti situati nelle aree di accelerazione in tutta l’Unione”. (Public Policy Europe) NAF