Islam e Terzo settore, FdI vuole modificare il Codice

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ROMA (Public Policy) – Modificare il codice del Terzo settore per escludere l’applicazione della normativa di favore per individuare le sedi per le sole Associazioni di promozione sociale (Aps) “che svolgono, anche occasionalmente, attività di culto“.

È quanto prevede, in sintesi, una proposta di legge a firma Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), che ha iniziato la scorsa settimana il proprio iter di in commissione Ambiente alla Camera.

L’obiettivo della pdl, come dichiarato durante l’esame della proposta, è quello di “porre fine all’uso strumentale delle sedi delle associazioni come veri e propri luoghi di culto” e stimolare “le associazioni ad utilizzare la procedura legittima della richiesta di adibire dei locali a luoghi di culto, eventualmente chiedendone la modifica dell’attuale destinazione d’uso”.

Questo perchè, secondo Foti, “nell’ultimo decennio si è registrata” in Italia “una diffusa proliferazione di associazioni di promozione sociale che, di fatto, però, hanno come funzione esclusiva o prevalente quella di gestire luoghi di culto per le comunità islamiche in immobili privi dei requisiti urbanistici, strutturali e di sicurezza, necessari per tale destinazione d’uso”. In particolare, si legge nella relazione illustrativa, “la prassi ormai invalsa è quella di presentare una richiesta al comune per poter usufruire di locali pubblici da adibire a centro culturale”.

E “ottenuta la concessione, senza che sia necessario il cambio di destinazione d’uso e in assenza di modifiche ai piani urbanistici, i locali sono adibiti a luoghi di culto, conformemente alle norme vigenti”. Si tratta, dunque, “di un escamotage”, denuncia Foti, “che sfrutta le maglie di una normativa pensata per tutt’altro scopo, la legge 383 del 2000 sulle associazioni di promozione sociale”.

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IAC