Latte e dintorni: il dl Agricoltura sul tavolo del Governo

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agricoltura pecore

ROMA (Public Policy) – Il Governo lavora a un decreto Agricoltura, con “disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale”.

Al momento, la bozza di decreto – di cui Public Policy ha preso visione – contiene 3 capi e 9 articoli.

Il primo capo riguarda misure di sostegno al settore olivicolo-oleario e riguarda: norme per il contrasto della Xylella fastidiosa; le gelate che hanno colpito la Puglia nei mesi di febbraio e marzo 2018; misure a sostegno delle imprese del settore olivicolo oleario. Il secondo capo riguarda misure di sostegno al settore agrumicolo e prevede un solo articolo. Il terzo capo contiene misure di sostegno al settore lattiero caseario, con un riferimento particolare alla vicenda dei pastori sardi, e prevede: misure di sostegno al settore lattiero caseario del comparto del latte ovino; disposizioni urgenti per il settore lattiero caseario del comparto del latte ovicaprino; un articolo per il monitoraggio della produzione latte ovino, caprino e bufalino e dell’acquisto di latte, lavorati e semilavorati a base di latte da Paesi dell’Unione europea e da Paesi terzi; integrazione Fondo indigenti; una norma per campagne promozionali o di comunicazione istituzionali.

LATTE E DINTORNI

Per quest’anno – secondo la bozza del decreto – si punta a incrementare di 14 milioni di euro il fondo indigenti per l’acquisto di formaggi dop fabbricati esclusivamente con latte di pecora e con stagionatura minima di 5 mesi (contenuto in proteine non inferiore al 26% e contenuto in acqua non superiore al 26%). A tale scopo verranno utilizzate le risorse iscritte per l’anno 2019 nel fondo per il federalismo amministrativo nello stato di previsione del ministero dell’Interno. In questo modo si andrebbero a distribuire agli indigenti, tramite gli enti caritativi, i formaggi in eccedenza.

Viene poi riconosciuto un sostegno per la copertura dei costi per gli interessi sui mutui contratti dalle imprese del settore. A tale scopo è ammessa una spesa di 2,5 milioni di euro per quest’anno e altrettanti per il 2020, per la copertura, totale o parziale, dei costi per gli interessi dovuti per gli stessi anni. I mutui coperti sono quelli contratti alla data del 31 dicembre 2018.

E ancora: si punta a introdurre un sistema di rilevazione delle consegne di latte ovino, caprino e bufalino (e lavorati e semilavorati) analogamente a quanto già previsto per il latte vaccino. In particolare, secondo la bozza, gli acquirenti di latte crudo saranno tenuti a registrare, mensilmente, nella banca dati del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) i quantitativi di latte ovino, caprino e bufalino (e il relativo tenore di materia grassa) che sono stati loro consegnati dai singoli allevatori. La registrazione è prevista anche per latte, lavorati e semilavorati destinati alla fabbricazione di prodotti lattiero caseari, introdotti negli stabilimenti, anche se provenienti da altri Paesi dell’Unione europea o da Paesi terzi (e questo vale anche per il latte delle specie bovina).

Per chi non rispetta l’obbligo di registrazione si introducono sanzioni da 5mila a 20mila euro. Nel caso in cui le mancata registrazione riguardi quantitativi oltre i 500 ettolitri, si applica anche la sanzione accessoria della chiusura dello stabilimento da 7 a 30 giorni.

Infine verrà creato un fondo – con subito 10 milioni di euro per il 2019 – presso il ministero delle Politiche agricole alimentari, per il sostegno ai contratti e agli accordi di filiera, alla ricerca, al trasferimento tecnologico e agli interventi infrastrutturali. Il riparto del fondo verrà deciso nel dettagli con un successivo decreto ministeriale, e le relative risorse verranno sottratte dalla spesa prevista per i distretti del cibo. (Public Policy) GIL-NAF