BRUXELLES (Public Policy Europe) – L’Ue e l’India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio, il più grande mai concluso da entrambe le parti. L’intesa ridurrà i dazi anche sulle automotive e sui prodotti agricoli, con l’esclusione di prodotti come carne bovina, carne di pollo, riso e zucchero. “L’Ue e l’India scrivono oggi una pagina di storia, approfondendo il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo – commenta la presidente della Commissione Ursula von der Leyen -. Abbiamo creato una zona di libero scambio di 2 miliardi di persone, con vantaggi economici per entrambe le parti. Abbiamo inviato al mondo un segnale che la cooperazione basata su regole continua a produrre ottimi risultati. E, soprattutto, questo è solo l’inizio: costruiremo su questo successo e rafforzeremo ulteriormente le nostre relazioni”. I negoziati erano stati avviati nel 2007, sono stati sospesi nel 2013 e poi riavviati nel 2022.
L’Ue e l’India scambiano già beni e servizi per un valore superiore a 180 miliardi di euro all’anno, sostenendo quasi 800.000 posti di lavoro nell’Ue. Si prevede che questo accordo raddoppierà le esportazioni di merci dell’Ue verso l’India entro il 2032, eliminando o riducendo i dazi doganali sul 96,6% delle esportazioni di merci dell’Ue verso l’India. Complessivamente, le riduzioni tariffarie consentiranno un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi sui prodotti europei. “Si tratta dell’apertura commerciale più ambiziosa che l’India abbia mai concesso a un partner commerciale – sottolinea Bruxelles -. Ciò conferirà un vantaggio competitivo significativo ai principali settori industriali e agroalimentari dell’Ue, garantendo alle imprese un accesso privilegiato al paese più popoloso del mondo, con 1,45 miliardi di abitanti, e alla grande economia in più rapida crescita, con un Pil annuo di 3,4 trilioni di euro”.
La Commissione evidenzia come l’India concederà all’Ue riduzioni tariffarie che nessun altro suo partner commerciale ha ottenuto. Ad esempio, i dazi sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, mentre quelli sui ricambi automobilistici saranno completamente aboliti entro cinque-dieci anni. Anche i dazi che arrivano fino al 44% sui macchinari, al 22% sui prodotti chimici e all’11% sui prodotti farmaceutici saranno in gran parte eliminati. Altri settori che ricadono nell’ambito dell’accordo di libero scambio sono, ad esempio, quello degli aeromobili e dei veicoli spaziali, i cui dazi passeranno dall’11% a zero per quasi tutti i prodotti, e del settore del ferro e acciaio, i cui dazi passeranno dal 22% allo zero su quasi tutti i prodotti. Un capitolo dedicato aiuterà inoltre le piccole imprese dell’Ue a trarre pieno vantaggio dalle nuove opportunità di esportazione. Ad esempio, entrambe le parti istituiranno punti di contatto dedicati per fornire alle pmi informazioni pertinenti sull’accordo di libero scambio e aiutarle ad affrontare qualsiasi questione specifica che potrebbero incontrare nel tentativo di avvalersi delle disposizioni dell’accordo.
Per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, l’accordo elimina o riduce i dazi spesso proibitivi (oltre il 36% in media) sulle esportazioni Ue. Ad esempio, i dazi indiani sui vini saranno ridotti dal 150% al 75% all’entrata in vigore dell’accordo e, alla fine, raggiungeranno livelli pari al 20%; i dazi sull’olio d’oliva scenderanno dal 45% allo 0% nell’arco di cinque anni, mentre i prodotti agricoli trasformati come il pane e i dolciumi vedranno eliminati i dazi fino al 50%. I settori agricoli europei sensibili saranno pienamente protetti, poiché prodotti come carne bovina, carne di pollo, riso e zucchero sono esclusi dalla liberalizzazione prevista dall’accordo. Tutte le importazioni indiane continueranno a dover rispettare le norme dell’Ue in materia di salute e sicurezza alimentare. Parallelamente, l’Ue e l’India stanno attualmente negoziando un accordo separato sulle indicazioni geografiche (Ig), che contribuirà ad aumentare le vendite dei prodotti agricoli tradizionali iconici dell’Ue in India, eliminando la concorrenza sleale sotto forma di imitazioni.
Inoltre, l’accordo garantirà alle imprese dell’Ue un accesso privilegiato al mercato indiano dei servizi, compresi settori chiave quali i servizi finanziari e il trasporto marittimo. L’accordo garantisce un elevato livello di protezione e di applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, compresi i diritti d’autore, i marchi, i disegni e modelli, i segreti commerciali e i diritti sulle varietà vegetali. “Ciò faciliterà le imprese dell’Ue e dell’India che fanno affidamento sulla proprietà intellettuale per commerciare e investire nei rispettivi mercati”, evidenzia Bruxelles.
L’accordo contiene un capitolo dedicato al commercio e allo sviluppo sostenibile, che rafforza la protezione dell’ambiente e affronta il cambiamento climatico, tutela i diritti dei lavoratori, sostiene l’emancipazione delle donne, fornisce una piattaforma per il dialogo e la cooperazione sulle questioni ambientali e climatiche legate al commercio e ne garantisce l’efficace attuazione. L’Ue e l’India firmeranno inoltre un memorandum d’intesa che mira a istituire una piattaforma Ue-India per la cooperazione e il sostegno in materia di azione per il clima. La piattaforma sarà lanciata nella prima metà del 2026.
Inoltre, fatte salve le norme e le procedure di bilancio e finanziarie dell’Ue, è previsto un sostegno dell’Ue pari a 500 milioni di euro nei prossimi due anni per aiutare l’India nei suoi sforzi volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e ad accelerare la sua trasformazione industriale sostenibile a lungo termine.
Per la Commissione, l’accordo “rafforzerà i legami economici e politici tra la seconda e la quinta economia mondiale, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e sfide economiche globali, sottolineando il loro impegno congiunto a favore dell’apertura economica e del commercio basato su regole”.
I testi saranno ora sottoposti a revisione giuridica e tradotti in tutte le lingue ufficiali dell’Ue. La Commissione presenterà quindi al Consiglio la sua proposta di firma e conclusione dell’accordo. Una volta adottato dal Consiglio, l’Ue e l’India potranno firmare gli accordi. Dopo la firma, l’accordo richiede l’approvazione del Parlamento europeo e la decisione del Consiglio sulla conclusione affinché possa entrare in vigore. Una volta ratificato anche dall’India, l’accordo potrà entrare in vigore. (Public Policy Europe) NAF





